Un anno, il 2019, in studio a scrivere, «a seminare»,
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Un anno, il 2019, in studio a scrivere, «a seminare», dice Annalisa, in

Un anno, il 2019, in studio a scrivere, «a seminare», dice Annalisa, in attesa di far ascoltare il suo settimo album in uscita a marzo. Un progetto scritto a Los Angeles, ricco di collaborazioni - come nel singolo Vento sulla Luna, scritto insieme a Franco 126 e Dardust, col featuring di Rkomi e di voglia di verità.
Nel nuovo album prosegue il suo percorso di cambiamento?
«Sto cercando di raccontare le cose vere, la semplicità del quotidiano, gli aspetti che tendiamo a non mostrare, in un periodo in cui sembra contare di più l'apparenza rispetto alla sostanza. Non vorrei che ci fossero molte versioni di me, ma una sola».
Cosa intende per semplicità?
«Chi fa questo mestiere, ha dei filtri tra sé e il pubblico, raramente si riesce a parlare con le persone che scelgono la tua musica. Vorrei raccontare i contorni delle foto che postiamo, parlare di casa mia, incasinata, come quella di tutti quando si torna la sera».
Torniamo alle collaborazioni. Mina, sarebbe un sogno?
«Assolutamente, ma è quasi impossibile. È uno dei punti di riferimento vocali, la sua carriera è un esempio per molti di noi e la sua vita per tante donne. Stiamo parlando di fantascienza».
La scienza rientra nel suo percorso di vita, ma il successo non ha dati oggettivi calcolabili. Il suo da cosa dipende?
«Raramente faccio queste riflessioni. Mi impegno molto nel raccontare la mia verità, forse la mia musica mi racconta e la gente mi vede per quella che sono.
Si è definita una nerd. Cosa significa questo termine?
«Quando c'è qualcosa che mi interessa, m'informo su tutto, voglio diventare un'esperta di quell'argomento e approfondire».
Musicalmente parlando, da cosa si tiene alla larga e non può fare a meno?
«Se parliamo di generi, sono sempre molto aperta, quello che non mi piace è quando dietro a una canzone c'è una finalità, qualcosa di pensato a tavolino».
Anni fa aveva recitato in una commedia natalizia. Rifarebbe cinema?
«La musica è la cosa fondamentale. A volte ti dà la possibilità d'incrociare nuovi mondi, in quel film per bambini (Babbo Natale non viene da Nord) dovevo solo interpretare me stessa, ed era giusto per me».
Ma se le offrissero un altro ruolo?
«Se devo cantare tutta la vita».
Da nerd, Breaking Bad o Star Wars?
«Breaking Bad perché le serie tv mi piacciono molto, mi fanno fare le ore piccole la notte. Ma se facessero la serie di Star Wars andrei fuori di testa».
2020, l'inizio di un decennio. Cosa vorrebbe realizzare?
«Mi auguro di poter fare cose sempre più fedeli alla mia crescita, di aggiungere sempre e di non ripetermi mai».
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Giovedì 16 Gennaio 2020, 05:01
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