Uccisa e fatta a pezzi:  ergastolo al nigeriano

Uccisa e fatta a pezzi: ergastolo al nigeriano

Ergastolo. E isolamento diurno per 18 mesi. Dopo cinque ore di camera di consiglio i giudici della Corte d'Assise di Macerata hanno condannato al carcere a vita Innocent Oseghale, il pusher nigeriano di 30 anni accusato dell'omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui cadavere fatto a pezzi fu trovato in due trolley sul ciglio della strada a Pollenza, in provincia di Macerata, il 31 gennaio dell'anno scorso. La violenza sessuale subita dalla ragazza prima di morire è stata assorbita dalle aggravanti.
Prima di leggere la sentenza il presidente della Corte d'Assise Roberto Evangelisti aveva raccomandato silenzio. Ma quando ha pronunciato la parola «ergastolo» si sono levate le grida di giubilo e gli applausi dei parenti della giovane.
«Avevamo chiesto l'ergastolo ed ergastolo è stato» ha commentato la sentenza il procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio. «Giustizia è fatta - ha detto la madre di Pamela, Alessandra Verni, appena uscita dall'aula - intanto fuori uno, ora tocca agli altri». La Verni infatti è convinta che Osenghale non abbia fatto tutto da solo. Gli avvocati del nigeriano, Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, hanno annunciato il ricorso contro la sentenza. «In appello faremo valere le nostre motivazioni». 

Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Maggio 2019, 05:01
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