Tra un anno senza più Fede

Tra un anno senza più Fede

Luca Uccello
MILANO - Federica Pellegrini non ha cambiato idea. Tokyo sarà la sua ultima gara. Poi farà altro, si farà una famiglia, avrà dei figli, prenderà anche delle lezioni di cucina. E magari continuerà con la televisione «perchè mi sono divertita molto a farla». Lascia perché «a 32 anni non posso più assicurare certe potenzialità quindi per me non ha senso andare avanti». Ma prima di togliersi cuffia e occhialini c'è un'Olimpiade da conquistare. «So che da ottobre fino a Tokyo 2020 saranno nove mesi di fuoco». Dal ritiro di Livigno comincerà la preparazione per gli assoluti di Riccione di fine marzo »dove c'è da strappare il pass per la mia ultima Olimpiade». «Prima - racconta la campionessa di nuoto a margine del lancio della campagna #LoveLight di Transition - ci sono gli International Swimming League, una Champions League del nuoto. L'obiettivo è rendere il nuoto spettacolare, sport conosciuto e parlato, come il calcio».
Le gare inizieranno la settimana prossima a Indianapolis, la settimana dopo a Napoli e a fine novembre ci sarà l'appuntamento a Londra prima della finale di Las Vegas. In questa nuova sfida non sono mancate le contrapposizioni con la Fina. «Ma se si vuole fare una rivoluzione non bisogna per forza accontentare tutti ma scontrarsi con qualcuno. Questo è successo inizialmente con la Fina, però sono contenta che alla fine si sia arrivato a un tacito accordo. Le gare sono state inserite nel calendario per rispettare gli impegni più importanti della Fina, però questo dà modo al nuoto di crescere sotto il profilo della visibilità e dello spettacolo». Ma Federica ha anche un altro obiettivo «far diventare il nuoto uno sport professionistico perché forse tutti non sanno che il nuoto è amatoriale. Con l'atletica è da sempre lo sport più importante delle Olimpiadi e non può essere quindi amatoriale».
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Giovedì 26 Settembre 2019, 05:01
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