Simone Pierini
L'avanzata della variante inglese non fa sconti. Dopo aver investito

L'avanzata della variante inglese non fa sconti. Dopo aver investito la Gran Bretagna e buona parte dell'Europa ora sta scatenando la sua forza sull'Italia. Molto più contagiosa del ceppo ordinario - l'ultimo studio su Science ne descrive una capacità di trasmissione dal 43 al 90 per cento maggiore - ha superato il 50% di prevalenza nel nostro Paese. E i numeri sul contagio sono lì a dimostrarlo: la curva ha imboccato una parabola preoccupante.

 


Ieri sono stati registrati 22.865 casi positivi, il dato più alto dal 31 dicembre, seppur con un numero di tamponi (339.635) molto più alto: quel giorno però ancora non venivano contati i test antigenici. Da lunedì si è già raggiunta quota 73.946 positivi contro i 59.254 degli stessi giorni della scorsa settimana e l'aumento rispetto alla media dell'ultimo mese è superiore al 50%. Dopo oltre un mese di discesa sono tornati ad aumentare anche i decessi: ieri 339, negli ultimi quattro giorni 1275. Ma ad aggravare ulteriormente la prospettiva delle settimane che verranno è la situazione degli ospedali. I ricoverati nei reparti Covid di area non critica sono tornati sopra quota ventimila, in costante aumento da giorni così come il numero di pazienti in terapia intensiva, che è risalito a 2475. Dati che sono una diretta conseguenza della crescita progressiva del numero di ingressi giornalieri in rianimazione, da tre giorni sopra quota 200. «Sotto il profilo delle rianimazioni siamo davvero in affanno - denuncia il sindacato dei medici anestesisti e rianimatori Aaroi-Emac - se ci ostiniamo a prendere come indice principale la saturazione delle terapia intensive significa guardare solo l'ultima spiaggia e così è tardi per intervenire. Questo mese sarà decisivo, non c'è più tempo da perdere, se occorre un lockdown che si faccia, ma ora».

 


Nel frattempo è atteso per oggi il monitoraggio dei dati dalla cabina di regia che sarà seguito dalle decisioni del ministro Speranza che entreranno in vigore da lunedì. La Lombardia è già entrata in zona arancione scuro per effetto di un'ordinanza del governatore Fontana ma rischia seriamente di finire direttamente in zona rossa. Così come Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. Si muovono verso l'arancione invece il Veneto (Zaia lo ha praticamente anticipato), il Friuli Venezia Giulia e forse anche il Lazio, quest'ultima con un Rt che balla a cavallo dell'1.


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Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Marzo 2021, 08:19
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