Sette condanne agli Spada per la sparatoria con i rivali

Emilio Orlando
Vent'anni di carcere in totale per sette appartenenti al clan Spada di Ostia. La prima corte d'Assise al termine della camera di consiglio ha emesso il verdetto per gli imputati accusati della sparatoria tra bande rivali di cui furono i promotori proprio i rampolli della famiglia mafiosa degli Spada.
Otto anni di reclusione per Ottavio Spada, accusato di tentato omicidio. Tre anni, a Carmine Spada. Marco Esposito, detto Barboncino è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, Fabio Di Francesco a 3 anni, Nando De Silvio a 3 anni, Domenico Fusinato a 2 anni e Ombretta Sertorio a un anno e 4 mesi. I fatti avvennero la notte del 17 luglio del 2013 quando gli Spada ed alcuni appartenenti al clan dei Triassi e dei Barboncino, facenti capo agli Esposito impugnarono le pistole. Quella notte si scontrarono sei persone a colpi di pistola e a coltellate. I carabinieri del nucleo della investigativo di Ostia, coordinati dai pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia e della procura di Roma identificarono come partecipanti e complici al regolamento di conti, Ottavio e Carmine Spada che spararono contro i rivali Esposito e Fabio di Francesco della famiglia Triassi.
Per il primo il magistrato Erminio Amelio aveva chiesto 12 anni di reclusione. Le diverse inchieste che da quell'episodio hanno interessato il gruppo degli Spada hanno evidenziato come, nel corso degli anni il clan Sinti, imparentato ai Casamonica e ai Di Silvio ha trasformato gli equilibri criminali, sociali ed economici di Ostia desertificazione parte dell'economia con estorsioni, racket ed usura. Tonnellate di droga, sono state introdotte sul litorale romano proprio con la manovalanza criminale messa a disposizione dagli spada ai narcotrafficanti di cosa nostra, della Camorra e della Ndrangheta. L'operazione Nuova Alba e Orchidea, misero in luce proprio questo inquietante aspetto delle mafie, definite autoctone dalla direzione distrettuale antimafia. «Andiamo avanti a testa alta per riportare legalità», le parole di Virginia Raggi.
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Luglio 2020, 05:01
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