Se fosse sindaco di Roma cosa farebbe prima di tutto?
«Penserei alla manutenzione

Se fosse sindaco di Roma cosa farebbe prima di tutto?
«Penserei alla manutenzione stradale. Poi alla pulizia delle strade, visto che Ama rischia di esplodere, e al trasporto pubblico: non è possibile che la Capitale d'Italia, con tre milioni di abitanti e uno di pendolari e turisti, abbia le stazioni della metro chiuse. E la violenza? Abbiamo avuto il primato di abbattere una promessa del nuoto italiano, gli hanno sparato alle spalle a 50 metri da un'auto della polizia, Desiree l'hanno ammazzata. Provate a chiedere se una pattuglia di polizia, carabinieri o finanza entra da sola a San Basilio o a Tor Bella Monaca: devono andare almeno 5 pattuglie».
Eppure a Roma hanno rinunciato alle Olimpiadi quasi aumentando il gap con Milano.
«Milano è sempre più la capitale economica. Non ha un' amministrazione da Champions League ma Roma perde terreno, le Olimpiadi secondo me si dovevano fare con progetti e finanziamenti: meglio fare le olimpiadi a Roma che buttare soldi con il reddito di cittadinanza. I Giochi potevano essere un volano per il rilancio economia».
La piazza di Salvini ha fischiato Papa Francesco, il leader leghista ha esagerato nei toni?
«Sono cattolico praticante, sposato da 30 anni con la stessa donna, mai in nessun comizio ho esposto crocifissi. Ho difeso le radici cristiane ma mai strumentalizzare la religione a fini politici. Dio vota per un partito? il Padre Eterno lasciamolo perdere».
Cosa fare per rilanciare il Mezzogiorno?
«Serve un grande piano per le infrastrutture, comprese quelle digitali, è inaccettabile che non ci sia l'alta velocità in Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. Metto insieme anche il centro dove ci sono 4 regioni come Lazio, Umbria, Marche e Toscana che non possono essere lasciate fuori quando si parla di emergenza. Serve un piano del Centro-Sud mettendo insieme tutti i fondi europei non utilizzati nelle nostre regioni: un pacchetto finanziario da 15 miliardi. Il Sud ha bisogno di lavoro non di elemosina. Inoltre dobbiamo combattere la criminalità organizzata mandando poliziotti e carabinieri a Caivano come a Termini e alla stazione di Milano. Io mia figlia, di notte, non la manderei né a Termini né alla stazione di Milano. Poi bisogna togliere le tasse sulle insegne perché altrimenti i commercianti non le mettono più: l'illuminazione rende sicura la città».
Gli scontri nella maggioranza sono un teatrino o qualcosa di più?
«È cominciata con un teatrino ma poi, come quando due amici cominciano a prendersi a schiaffi per scherzo, uno dei due dà uno schiaffo un po' più forte e si finisce in rissa. Il problema è che ora non si fa niente per gli italiani, visto che si fa un consiglio dei ministri e ogni volta si rinviano le decisioni».
Pensa che ci sarà una crisi dopo le elezioni?
«È inevitabile. Quando due forze politiche hanno una visione diametralmente opposta di politica economica è ovvio che alla fine dovranno prendere delle decisioni. Difficile che duri a lungo questo governo, dopo elezioni inizieranno momenti di scontro».
M5S è di sinistra?
«È della sinistra populista, quando Di Maio si è affacciato al balcone di Palazzo Chigi con il pugno in alto mi ha ricordato Maduro, neanche Chavez. Aboliamo la povertà: è uno slogan che ricorda dittature sudamericane, è una frase storica diventata una barzelletta».
Nuovi pesanti casi di corruzione a Milano, Forza Italia come sta intervenendo?
«Tutti i dirigenti sono stati sospesi immediatamente dal partito. Io sono garantista e lo sono stato per la Lega, con il caso del sottosegretario Siri che ha lasciato l'incarico, con il Pd in Umbria e con il M5S per la Raggi a Roma. Io sono per vincere con la politica, poi la giustizia faccia il suo corso».
(ha collaborato
Lorena Loiacono)
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Mercoledì 22 Maggio 2019, 05:01
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