Roma, 4 sospesi per i guasti nel metrò La Procura: «C'è ancora pericolo crolli»

Sofia Unica
Frode in pubbliche forniture e lesioni personali aggravate. Sono i reati contestati a quattro dipendenti di Atac e Metro, che sono stati sospesi dal lavoro per l'incidente del 23 ottobre dell'anno scorso alla scala mobile della fermata Repubblica nel quale rimasero feriti 24 tifosi russi del CSKA Mosca, uno dei quali in modo grave, e dei ripetuti malfunzionamenti degli impianti nella stessa stazione, oltre al blocco della fermata Barberini per gli stessi motivi il 19 marzo scorso.
Ieri mattina la squadra mobile e il commissariato Viminale hanno dato esecuzione all'ordinanza applicativa delle misure cautelari nei confronti di Renato D'Amico, direttore di esercizio Atac delle linee metropolitane A e B, Ettore Bucci, dipendente dell'azienda, responsabile unico del procedimento relativo all'appalto a favore della società Metroroma scarl, Alessandro Galeotti, responsabile di esercizio degli impianti di traslazione nelle stazioni interessate e Giuseppe Ottuso, l'imprenditore amministratore unico di Metroroma scarl, società cui Atac aveva affidato la manutenzione delle scale mobili nelle stazioni. Oltre alle quattro persone sospese dal lavoro per un anno altre undici sono indagate per la vicenda.
Manomissione dei sistemi di sicurezza, che di fatto venivano sabotati, e omessa manutenzione degli impianti. È sconcertante quanto emerge dalla dall'inchiesta scaturita dagli incidenti sulle scale mobili della metro Repubblica di Roma. Un quadro allarmante per i magistrati della Procura della Capitale esteso anche ad altre scale mobili e che descrive un vero «stato di pericolo per l'incolumità pubblica» e per gli utenti, tantissimi, della metropolitana di Roma. Ad inchiodare i tre dipendenti di Atac e il dirigente di MetroRoma, oltre che alcuni indagati, ci sono anche intercettazioni nelle quali emergono comportamenti «volti ad inquinare le prove», «occultando le manomissioni e presentando ad Atac documentazione falsa», e finalizzati anche a nascondere «l'assenza di verifiche sulle manutenzioni». Nonostante l'incidente alla fermata Repubblica, sostengono gli inquirenti, gli indagati «non adottavano alcuna condotta idonea alla salvaguardia della sicurezza degli utenti delle linee della metropolitana di Roma» tanto che il 21 marzo 2019 si verificò un nuovo incidente alla stazione Barberini.
«Il pm ha evidenziato il grave allarme sociale in quanto, nonostante i gravi incidenti presso le stazioni di Repubblica e Barberini, appare tuttavia evidente, dall'ascolto delle numerose conversazioni, che permane il preoccupante stato di pericolo per l'incolumità pubblica e nello specifico dei fruitori», scrive il gip.
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Venerdì 13 Settembre 2019, 05:01
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