Pil peggio del previsto, allarme conti

Mario Fabbroni
Italia in recessione. L'ufficialità arriva dopo giorni di tam tam, ma i dati sono peggio del previsto: -0,2%. Le stime preliminari diffuse dall'Istat dicono che anche il prodotto interno lordo dell'ultimo trimestre dell'anno presenta un valore negativo. Quindi, con due trimestri negativi, siamo in recessione tecnica.
Per il governo giallo-verde, praticamente già lanciato nella campagna elettorale per le europee, si tratta di una bella tegola. Anche perché le misure per il rilancio dell'economia, a partire dal reddito di cittadinanza, entreranno in vigore solo ad aprile e quindi non serviranno a puntellare l'economia del primo trimestre: molto probabilmente l'inizio anno non farà segnare una inversione di tendenza compromettendo quindi anche l'andamento del 2019. «I dati Istat sul Pil testimoniano una cosa fondamentale: chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori dalla crisi», ha detto Luigi Di Maio.
Il premier Conte getta acqua sul fuoco: «È solo una fase transitoria, le cose andranno meglio quando entreranno in vigore le nostre misure». Mentre il ministro Tria aggiunge: «Il dato era atteso ed è determinato dal ciclo economico europeo, non intacca la fiducia dei mercati. E la risposta è accelerare gli investimenti pubblici previsti». Solo che il mondo delle imprese non sembra affatto rassicurato. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, avverte che nel mese di gennaio appena trascorso «avremo un rallentamento ancora superiore rispetto al quarto trimestre, a seguito della frenata dell'economia globale e della Germania». Preoccupato il presidente di Confapi (l'associazione di piccole e medie imprese), Maurizio Casasco: «Va creato un contesto dove il vero welfare sia la possibilità di lavorare e fare impresa. Non ci sono altri sistemi: bisogna ripartire dall'industria». Matteo Salvini comunque esclude «manovre correttive. Casomai penso a misure per diminuire le tasse».
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Venerdì 1 Febbraio 2019, 05:01
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