NOMINE E POLEMICHE

Mario Fabbroni
La Consob, (Commissione nazionale per le società e la Borsa, ovvero l'autorità che vigila sui mercati finanziari) sarà guidata da Paolo Savona. Dopo mesi di immobilismo, ecco la soluzione individuata dal governo giallo-verde, che ha già avviato le procedure per la nomina dopo una riunione del Consiglio dei Ministri durata appena 13 minuti. Il premier Giuseppe Conte assume ad interim le deleghe del ministro Savona, che finora si è occupato degli Affari Europei.
Eppure, a dispetto della velocità del summit dell'Esecutivo, i cosiddetti falchi di M5s criticano duramente la virata sul ministro Paolo Savona a presidente Consob e l'accordo politico che porterebbe Marcello Minenna al ruolo di segretario generale: sms al vetriolo firmati dai duri e puri (quelli più vicini al presidente della Camera Roberto Fico) affermano che sono state «aggirate le regole, violando quello che è lo spirito dei 5Stelle». La legge Madia sulla Pubblica amministrazione - attacca un senatore pentastellato - prevede che non si possano «ricoprire incarichi dirigenziali o direttivi per chi è in pensione, se non per un solo anno e a titolo gratuito. La presidenza Consob invece ha durata settennale».
Al contrario, Matteo Salvini esulta: «Sono orgoglioso che Paolo Savona difenda il risparmio degli italiani, lui è una garanzia». Durissima la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna (FI): «Savona passerà alla storia per essere quello del piano B: doveva essere ministro dell'Economia ed è finito agli Affari Europei, M5s e Lega erano d'accordo per Mirenna alla guida delle Consob e invece...».
Ma da Forza Italia arriva pure anche la voce dissonante di Renato Brunetta: «Savona è competente, per il bene del Paese finiscano queste fibrillazioni». Da Sinistra si fa notare soprattutto il tema della presunta «incompatibilità dell'incarico». Mentre il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, punta il dito sull'età: «Magari alla Consob fosse andato uno più giovane...».
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