Morte Lauda, Fisichella ricorda per Leggo il leggendario Niki: «Resterà l'idolo di noi piloti»
di Giancarlo Fisichella

Morte Lauda, Fisichella ricorda per Leggo il leggendario Niki: «Resterà l'idolo di noi piloti»

Niki Lauda è stato il mio primo idolo da ragazzino, quel mito che rendeva speciale la mia passione per la Formula 1. Quando gareggiava, mi sembrava tutto bellissimo; tifavo per Lauda e poi veniva tutto il resto. Niente era più importante, niente era più bello. Può sembrare retorica, invece l'ho raccontato in un libro mesi fa, perché lo sapessero tutti, perché fosse vero per sempre. Ho avuto il piacere di conoscerlo, di abbracciarlo. E ogni volta che l'ho incontrato, ho provato un'emozione come fosse sempre la prima volta. Non mi era mai accaduto e non accadrà più. Mi piaceva come pilota, così lucido, freddo, vincente. Lo ammiravo come persona: diceva quello che pensava davvero, senza giri di parole. Forse è vero che i campioni non si misurano solo con i loro palmares, nelle vittorie, nelle foto con i trofei alzati in cielo, ma per quello che sanno dare agli altri. Se sono diventato pilota di Formula 1 è anche grazie a lui. E' stato il mio primo idolo. E gli idoli, si sa, non muoiono mai.
Mercoledì 22 Maggio 2019, 05:01
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