Dreyfuss: «A Spielberg parlavo male dei colleghi pur di lavorare con lui»
di Michela Greco

Dreyfuss: «A Spielberg parlavo male dei colleghi pur di lavorare con lui»

TAORMINA - Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo e poi, subito dopo, un Oscar per Goodbye amore mio! nel 1977. Richard Dreyfuss ha costruito il suo mito in quella manciata di titoli rimasti nella memoria di ognuno, poi l'ha tenuto saldo in piedi, negli anni, fino a oggi. A 71 anni, con la camminata sorretta da un bastone, si muove per le strade di Taormina, dove è venuto a presentare i suoi ultimi due film: Astronaut, in cui è un vedovo solitario che vuole andare nello spazio, e Daughter of the Wolf, storia di una veterana di guerra che cerca di liberare il figlio rapito, in cui Dreyfuss è il cattivo.
Le piace interpretare i cattivi?
«Mi sono divertito a farlo, perché sapevo che ero solo in visita nel territorio oscuro. Sapevo che avrei potuto rappresentare la cattiveria, spero, in modo credibile, ma che poi avrei potuto togliermela di dosso come un vestito e andarmene via».
Ha lavorato in uno dei film più leggendari di sempre, Incontri ravvicinati del terzo tipo.
«Quando Steven Spielberg mi disse di cosa avrebbe trattato il suo film successivo (dopo Lo squalo, ndr), sapevo che sarebbe stato un film nobile. La frase di lancio era non c'è ragione di avere paura guardando verso il cielo, ed è per quella che decisi di ottenere quel ruolo a ogni costo. Parlai male a Steven di ogni attore di Hollywood per averlo».
Cosa pensa degli Stati Uniti in questo momento storico?
«L'America ha dato al mondo più speranza e salvezza dalla malvagità di chiunque altro, ma poi ha perso la strada. Almeno nel nostro passato abbiamo fatto grandi cose...».
E come pensa sia cambiata l'industria del cinema da quando ha iniziato la sua carriera?
«Negli anni 30 e 40 un regista aveva un kit di strumenti, tra cui i più importanti erano le storie, gli sceneggiatori e i dialoghi, con gli attori che potevano esaltarli. Gli ultimi tra gli strumenti erano il montaggio e gli effetti speciali. Oggi tutto si è ribaltato, vengono prima il montaggio e gli effetti speciali, per ultima la storia».
Venerdì 5 Luglio 2019, 05:01
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