Nancy Brilli risponde a Leggo: «Elogio della scarpetta»

Nancy Brilli risponde a Leggo: «Elogio della scarpetta»

Mi hanno scritto Stella e Simone. Sono amici. Lei è una cuoca appassionata, e lui un manager di Arte bianca, cioè del pane. Leggono Brilli se vuoi. Mi chiedono di farmi venire un'idea che coinvolga le due cose di cui si occupano. Mi è venuta subito: la scarpetta. Fare la scarpetta è un'espressione che ha origine nei dialetti dell'Italia meridionale, significa raccogliere con un pezzo di pane il condimento rimasto nel piatto. In teoria non sarebbe un gesto signorile, anzi, proprio cafone, ma il mondo è cambiato, e le regole vanno riviste. Fabio, ricercatore sopraffino, mi dice che in inglese si dice bread-dipping, in spagnolo rabanar, in turco ekmek emmek...oh, sta scarpetta è pure very global! Mi è venuto in mente di entrare in cucina con loro, e di metterci all'opera. Simone mi ha insegnato a fare il pane croccante, Stella un sughetto di datterini e burrata. Il tutto documentato da Fabio in una diretta instagram seguitissima. Vi assicuro: la scarpetta accomuna, diverte, rilassa, fa condividere ed è buonissima. E non è burina per niente, anzi, molto cool! Ci butti sopra un bel bicchier di vino e non c'è orrida apericena che tenga! Vi ho fatto venire l'acquolina, eh?
(brillisevuoi@leggo.it)
Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 07:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA