Mario Landi
I dubbi e la smentita. Sull'aumento dell'Iva, il premier Giuseppe

Mario Landi
I dubbi e la smentita. Sull'aumento dell'Iva, il premier Giuseppe Conte sembra prima ammettere che la misura sarà «difficilmente evitata», quindi è costretto a precisare: «Io non ho mai messo in discussione, in tutte le mie dichiarazioni, che eviteremo l'aumento dell'Iva».
Sta di fatto che l'argomento ha infuocato il dibattito politico nella giornata di ieri. Anche perché lo spread ha ripreso a salire: dopo aver toccato un picco a 291,5 punti base, il differenziale con il Bund tedeschi ha terminato a quota 284 punti base, quasi un punto percentuale in più rispetto al dato precedente. Una risalita favorita anche dalla contrazione del rendimento dei Bund su livelli che non si vedevano dall'autunno del 2016, che tuttavia è riconducibile alle tensioni relative la tenuta dei conti pubblici italiani.
«Conte per la prima volta usa la voce della verità», commenta il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. «All'orizzonte si profilano tagli al welfare e una patrimoniale che colpirà i ceti medi», rincara Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. Durissimo Matteo Renzi su Twitter: «Per cosa ti paghiamo allora, presunto premier? In Italia l'Iva non aumenta dal 2013 grazie al lavoro dei nostri governi. L'aumento dell'Iva sarebbe uno schiaffo ai cittadini, specie ai più poveri». Mette a tacere tutta la polemica politica il il vicepremier Matteo Salvini, rispondendo ai cronisti in Transatlantico: «L'Iva non aumenta neppure di un centesimo». E a chi gli chiede se è preoccupato per lo spread il titolare del Viminale risponde secco: «No».
L'altro vicepremier, Luigi Di Maio, avverte: «Abbiamo troppo da fare per dare soddisfazione a chi vuole che il governo salti. Ma basta con gli attacchi».
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Giovedì 16 Maggio 2019, 05:01
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