Influenza, il super virus fa paura: 150 mila a letto, grave un 50enne
di Mario Fabbroni

Influenza, il super virus fa paura: 150 mila a letto, grave un 50enne

È più aggressiva degli scorsi anni, arriva dai Paesi dell'emisfero meridionale dove l'inverno è agli sgoccioli e minaccia complicanze anche per le persone sane: l'influenza è piombata in anticipo in Italia con il primo caso grave all'ospedale di Udine. Un uomo di 50 anni, senza altre patologie, è infatti stato colpito da una forma influenzale grave già dal mese di settembre, finendo in rianimazione: dopo tre settimane di ricovero è in via di miglioramento, ma l'allarme è scattato perché il caso fa paura.

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Gli infettivologi - che avevano già stimato nelle scorse settimane una stagione autunnale e invernale che colpirà 6 milioni di italiani - sottolineano che l'età (50 anni), lo stato di salute generale (perfettamente sano e senza nessun'altra malattia) non fa rientare il paziente di Udine tra le categorie a rischio. L'uomo è stato colpito da virus H3N2 ma in circolazione ci sono già H1N1 e virus B.

«Con gli sbalzi termici che si stanno verificando in questo ottobre tra i più caldi di sempre, entrano in azione gli oltre 262 tipi di virus respiratori - spiega Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell'Università di Milano -. L'epidemia influenzale vera e propria si presenterà con l'arrivo delle temperature più basse, per adesso abbiamo in circolazione tutte forme parainfluenzali con raffreddore, tosse, dolori muscolari». Intanto le cosiddette forme parainfluenzali in questo inizio d'autunno hanno già messo a letto 150 mila persone in tutta ItalIa.

A Parma, il 25 settembre, era stato isolato il primo virus influenzale di stagione da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di pediatria generale e d'urgenza.
E dal 14 ottobre è iniziata la sorveglianza epidemiologica per la stagione influenzale 2019-2020 attraverso il sistema Influnet dell'Istituto superiore di Sanità. L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 riportano il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultra sessantacinquenni e nei gruppi a rischio.
Martedì 22 Ottobre 2019, 05:01
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