Marco Subbiotti
Di strada, quasi tutta in acqua, adesso ne ha fatta davvero tanta.

Marco Subbiotti
Di strada, quasi tutta in acqua, adesso ne ha fatta davvero tanta.

Marco Subbiotti
Di strada, quasi tutta in acqua, adesso ne ha fatta davvero tanta. Dopo il bronzo al suo primo mondiale dei grandi nel 2017 e la tripletta d'oro agli europei di Glasgow un anno fa, a Gwangju Simona Quadarella si prende la scena vincendo il titolo nei 1500 con uno splendido record italiano (15'4089): un'impresa, dieci anni dopo quella di un'altra romana, Alessia Filippi (a cui ha tolto il primato nazionale che reggeva proprio da Roma 2009, 15'4493) che fa scendere lacrime di gioia sul viso della ventenne azzurra consapevole di aver fatto un altro salto che la consacra definitivamente regina delle distanze più lunghe. Lo fa con autorità in una gara in cui avrebbe dovuto battagliare con la favorita Katie Ledecky, ma l'americana non si presenta ai blocchi causa un'indisposizione e per l'azzurra la corsa verso l'oro risulta ancora più facile. «Neanche me la ricordo la gara, non ci sto capendo niente - dice la romana allenata da Christian Minotti - Quando ho saputo che Ledecky non avrebbe gareggiato ho capito che avrei potuto vincere, di essere la favorita, però immaginarlo è una cosa e riuscirci ben altra. Se non c'era vuole dire che non era in grado di gareggiare. Sono stata fortunata, ma la fortuna va da chi si impegna». Una favola che continua per la Simona nazionale, a cui adesso manca solo la gloria olimpica: tra un anno esatto a Tokyo l'azzurra cercherà un altro sigillo. «Sto provando sensazioni pazzesche - ha aggiunto Quadarella, unghie fluo in bella mostra - Ho sempre sognato di diventare la numero uno al mondo. È quello che volevo e mi sembra incredibile che ci sia riuscita, che non sia un sogno. Durante la gara pensavo che non vedevo l'ora che finisse. Sapevo che stavo vincendo e quindi i 1500 metri mi sono sembrati lunghissimi. Ma a tratti me la sono pure goduta. Questo oro lo dedico a me, a Christian (Minotti, ndr), alla mia squadra e alla mia famiglia». Le avversarie tutte a inseguire: la tedesca Sarah Kohler, argento in 15'4883 e la cinese Jianjiahe Wang terza in 15'5100. Anche le altre donne azzurre seguono la scia di SuperSimo. Martina Carraro arriva al bronzo nei 100 rana, con il record italiano di 1'0636, mentre nei 200 stile Federica Pellegrini si prende l'ottava finale mondiale consecutiva, e lo fa alla sua maniera: con il miglior tempo, da numero uno in 1'5514. Oggi la finale e altre emozioni assicurate.

Mercoledì 24 Luglio 2019, 05:01
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