Marco Esposito
La scelta di Matteo Renzi di lasciare il Pd e di creare un proprio

Marco Esposito
La scelta di Matteo Renzi di lasciare il Pd e di creare un proprio movimento è stata come una bomba deflagrata nella politica italiana. Questione di ore e l'ex presidente del Consiglio varerà dei propri gruppi parlamentari sia alla Camera sia al Senato. «Il nome della nuova sfida che stiamo cercando di lanciare -ha detto Renzi a Porta a Porta - sarà Italia Viva».
La decisione dell'ex sindaco di Firenze, comunque, ha riportato alla superficie divisioni e inimicizie mai sopite all'interno dei democratici.
Va comunque sottolineato che molti di quelli che in questo lustro sono stati vicinissimi a Matteo Renzi non lo seguiranno fuori dal Pd: dal suo storico braccio destro Luca Lotti, al sindaco di Firenze Dario Nardella, passando per Delrio e il neo ministro Guerini tutti confermano la scelta di rimanere nel parito. Anche il turbo renziano Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, (per ora) rimane al suo posto: «Non condivido la scelta di Matteo» scrive su Facebook.
I renziani, dal canto loro, si sentono forti dei numeri che potrebbero vantare nei due rami del Parlamento. Secondo fonti vicinissime all'ex sindaco di Firenze i nuovi gruppi dovrebbero poter contare su 25 deputati e 15 senatori.
Anche fuori dal Partito Democratico le reazioni alla scelta di Renzi sono forti. Tra tutte spicca quella del Presidente Conte, evidentemente irritato. Da Palazzo Chigi, infatti filtra un certo nervosismo dopo la telefonata con Renzi del Premier, che avrebbe espresso tutte le proprie «perplessità» sull'iniziativa, che, secondo Conte, «introduce elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del governo».
Dal M5S, invece, arriva la reazione di Beppe Grillo che, in un post sul suo blog, prende di mira i Mattei (Renzi e Salvini n.d.r): «Prima di fare qualcosa di importante - scrive il comico genovese - si è presi dai dubbi, si valutano i pro ed i contro, si possono vivere anche giorni di tormento interiore, poi ci si esaspera e si fa una minchiata d'impulso! I Mattei (Salvini e Renzi, ndr) sono passati entrambi alla minchiata d'impulso».

Mercoledì 18 Settembre 2019, 05:01
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