Luca Calboni
Carabinieri al San Camillo. Ieri mattina il ministro della Salute

Luca Calboni
Carabinieri al San Camillo. Ieri mattina il ministro della Salute

Luca Calboni
Carabinieri al San Camillo. Ieri mattina il ministro della Salute Giulia Grillo ha inviato i militari dei Nas al Pronto Soccorso dell'ospedale romano. Dopo le segnalazioni di Leggo e del TG2 infatti anche il ministero ha voluto verificare la situazione all'interno del nosocomio capitolino.
«Dai primi accertamenti - si legge in una nota emanata dal ministero - sembra esistere una percentuale di ricoveri da pronto soccorso molto elevata, che potrebbe essere spia di inappropriatezza e su cui si concentreranno le analisi dei tecnici del ministero». Secondo il ministro della Salute Grillo poi «non è accettabile che i pronto soccorso dei nostri ospedali siano trasformati in bivacchi e che operatori sanitari e pazienti si ritrovino a lavorare e a essere curati in condizioni indegne di un Paese civile». Il ministro poi lancia una accusa verso il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: «Questi spettacoli indecenti vengono da lontano, non nascono certo oggi, il presidente e commissario Zingaretti vada a fare un giro negli ospedali della sua città prima di chiedere l'uscita dal commissariamento per la sanità del Lazio».
Dal San Camillo è il direttore generale dell'Ospedale Fabrizio d'Alba a prendere la parola: «La visita dei Nas nel Pronto soccorso della nostra azienda non ha rilevato nulla in merito all'organizzazione e alla qualità dell'assistenza». Secondo il dg infatti «i Nas hanno evidenziato problemi connessi alla privacy, problematica questa dovuta ad una straordinaria affluenza dei cittadini a causa del picco influenzale. Nel Pronto soccorso questa mattina vi erano 82 persone in attesa, di cui 27 pazienti nell'area critica. Per quanto attiene alla tutela della privacy - conclude - l'azienda ha già predisposto l'ampliamento delle aree del pronto soccorso».
Secondo Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaao Assomed, «la politica non può dimenticare i 70.000 posti letto che negli ultimi 10 anni sono stati tagliati o le condizioni di lavoro di migliaia di medici. L'emergenza nei Pronto Soccorso è ormai un dato strutturale della sanità italiana. La politica di sottrazione progressiva ed inesorabile di risorse umane ed economiche alla Sanità pubblica ha lasciato aperta la sola porta dei Dea per garantire il diritto a curarsi» conclude il sindacato medico italiano.
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