La Turchia parte all'assalto dei curdi: è guerra

La Turchia sferra l'attacco contro i curdi nel nord-est della Siria. Da ieri pomeriggio i jet F-16 di Ankara hanno iniziato l'operazione ribattezzata Fonte di pace bombardando obiettivi delle milizie Ypg a Ras al-Ayn, seguiti poco dopo dai colpi d'artiglieria su Tal Abyad, i due punti da cui le forze di terra attraverseranno il confine nelle prossime ore dopo aver «eliminato i rischi». Raid che, secondo i curdi, hanno già provocato la morte di «diversi civili» nei villaggi frontalieri, dove «si è scatenato il panico». La loro risposta, per ora, è in alcuni colpi di mortaio sparati verso la frontiera turca.
Immediata la condanna internazionale: dall'Ue all'Onu fino a Russia e Iran. Anche Donald Trump, pur ribadendo il disimpegno Usa da queste «stupide guerre», ha definito l'offensiva «una cattiva idea» e chiesto che la Turchia rispetti «tutti i suoi impegni», tra cui «proteggere i civili, le minoranze religiose, inclusi i cristiani, e assicurare che non ci sarà alcuna crisi umanitaria», oltre che «garantire che tutti i combattenti dell'Isis catturati restino in prigione e che l'Isis non rinasca in nessun modo o forma».
Ma Erdogan brinda all'intervento: «La nostra missione è evitare la creazione di un corridoio del terrore ai nostri confini meridionali e di portare pace nell'area».
«Molto preoccupato» si è detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Al confine sono ammassati con decine di blindati almeno 5 mila soldati delle forze speciali d'assalto, cui si affiancheranno 18 mila combattenti arabi e turcomanni. (M.Lan.)

Giovedì 10 Ottobre 2019, 05:01
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