Emergenza virus, la ricetta di Giorgia Meloni: «Soldi subito al Paese che produce. Eliminare burocrazia e vincoli»
di Mario Fabbroni

Emergenza coronavirus, la ricetta di Giorgia Meloni: «Soldi subito al Paese che produce. Eliminare burocrazia e vincoli»

Niente più vincoli, via la burocrazia. «Serve liberare l'Italia, stare al fianco di quelli che producono e non distruggono il lavoro. Altro che cerotti, qui ci vuole uno choc positivo».

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia: a cosa pensa concretamente?
«Innanzitutto alle modalità di pagamento della cassa integrazione in deroga: i soldi devono arrivare subito nelle tasche degli italiani costretti a casa».



Poi?
«Bisogna premiare gli imprenditori che non mollano».

Dare soldi anche a loro?
«Chi non utilizza la cassa integrazione per la propria azienda va premiato. Seriamente. La Cig non può essere la sola arma per sostenere un'economia devastata come in tempi di guerra. Gli imprenditori che continuano a pagare gli stipendi ai loro dipendenti vanno sostenuti e aiutati nella ripresa. Altrimenti saremo al decreto Arrenditi Italia...».

Solo meno tasse da pagare o ritiene che vadano adottate altre misure?
«Penso proprio a un premio in percentuale, legato alla produzione e al mantenimento della forza lavoro. C'è chi potrebbe anche riconvertirsi, quindi ricevere investimenti ad hoc».

Però lei ha parlato anche di vincoli da spazzare via.
«Bisogna dire basta ai vincoli di ogni tipo. L'economia si riprenderà solo se potrà dribblare la matassa burocratica che opprime le imprese».

Faccia qualche esempio...
«Niente obbligo di fatturazione elettronica, niente obbligo di registratore di cassa, niente studi di settore, togliere il tetto all'uso del contante. Tutte cose che si possono fare subito, senza grande impegno economico da parte dello Stato. Ad esempio, potrebbero tornare i voucher».

Per tutti i settori?
«Si almeno per il 2020, ci sono comparti economici che ne hanno un disperato bisogno. L'agricoltura ad esempio: gli stagionali non ci sono più, chi raccoglierà i prodotti per la filiera alimentare?».

Cosa propone sulla materia fiscale?
«Bisogna sospendere ogni pagamento per chi ha avuto una significativa contrazione del fatturato e poi procedere a una dilazione e forte riduzione delle tasse. Insomma, bisogna liberare gli imprenditori e dare loro una fiducia totale. Governo e Parlamento dovranno elaborare gli spostamenti di bilancio per sostenere scelte così importanti e impegnative. Solo così usciremo dal tunnel della paura».

Mario Draghi potrebbe essere l'uomo giusto per guidare una simile rivoluzione? Ha detto di nuovo parole importanti.
«Draghi è una grande personalità, lo ringrazio per le parole sulla necessità di fare deficit in una fase così drammatica. Ma i governi non si fanno per alchimie. Preferisco il voto popolare. Insomma, elezioni quando si potrà tornare a votare dopo l'emergenza, per gestire la lunga fase di ricostruzione».

L'Europa che ruolo avrà?
«L'Europa non è esistita in questa fase. Non c'è un'Europa della solidarietà, delle grandi scelte. Forse pensano che Italia e Spagna devono arrivare in ginocchio al cospetto della prossima Troika? Sbagliano, senza Italia questa Europa si dissolve».

È d'accordo con la linea tenuta dal premier Conte?
«No, ho detto che bisognava chiudere tutto subito e fare tamponi di massa. Ma l'emergenza sanitaria va superata, poi serve affrontare un'emergenza economica che durerà anni. Ci sarà da ricostruire, senza più limitazioni. Serve un'altra Italia».
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Marzo 2020, 21:08
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