La indussero al suicidio: per i cinque reato estinto

Angela Calzoni
Si sono assunti le loro responsabilità e hanno seguito un percorso rieducativo. Hanno capito che le loro non sono state solo ragazzate ma reati gravi. Ieri il Tribunale dei Minorenni di Torino ha messo la parola fine al primo processo per cyberbullismo in Italia, quello legato al suicidio di Carolina Picchio. E ha dichiarato estinti reati commessi da 5 ragazzi, all'epoca tutti minorenni, che l'avevano presa di mira.
Carolina è la studentessa 14enne di Novara che il 5 gennaio 2013 si è tolta la vita gettandosi dalla finestra di casa sua. Da due mesi girava in rete un video hard, diventato virale, girato durante una festa dai 5 ragazzi mentre lei era svenuta per l'alcol. Bersagliata da insulti e offese, lei non ha retto. Nel giugno del 2016 i bulli avevano chiesto e ottenuto la messa alla prova, istituto previsto per i minorenni, per un periodo variabile da 15 a 27 mesi. L'ultimo ad aver concluso il percorso è stato l'ex fidanzatino di Carolina. E da ieri le loro fedine penali sono tornate pulite.
«Le accuse erano molto pesanti - spiega l'avvocato Anna Livia Pennetta, che ha assistito il padre della 14enne, Paolo Picchio - si va dalla morte come conseguenza di altro reato allo stalking, alla violenza sessuale di gruppo, alla diffamazione, alla detenzione di stupefacenti, alla detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico». «I ragazzi hanno tutti seguito dei percorsi rieducativi prosegue il legale che richiedevano impegno nello studio, oltre a incontri regolari con gli psicologi, e volontariato». Qualcuno ha dato una mano in una mensa per i poveri, altri hanno aiutato ragazzi con disabilità e adolescenti problematici.
Dopo la morte di Carolina è nata anche una fondazione che porta il suo nome. «Il cyberbullismo possiamo prevenirlo e combatterlo con percorsi di educazione al rispetto per ragazzi e adulti», dice il direttore generale Ivano Zoppi. «Ad oggi il messaggio di Carolina ha raggiunto oltre 20.000 ragazzi, 5000 genitori, 1200 docenti. E nel 2019 la fondazione pubblicherà un bando dedicato alle scuole e continuerà il lavoro per la creazione dell'Osservatorio internazionale cyberbullismo voluto da Papa Francesco».
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Giovedì 20 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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