L'ultima cannonata di Draghi: la Bce compra titoli e abbassa i tassi

Mario Fabbroni
Ce l'ha fatta anche questa volta: Mario Draghi, pur alla fine del suo mandato come presidente della Bce, ha nuovamente superato le differenze nel consiglio direttivo conducendo in porto sia il rilancio del quantitative easing (QE) che era stato chiuso da pochi mesi, sia un taglio dei tassi d'interesse con la promessa che non saliranno fin quando necessario.
A dire il vero, i mercati si attendevano un rinvio del nuovo piano di acquisti. Invece la Banca centrale europea acquisterà asset (tra cui titoli di Stato) al ritmo di 20 miliardi di euro al mese dal primo novembre. Secondo Draghi, «la debolezza dell'economia europea si sta protraendo più a lungo del previsto» e «riflette soprattutto lo scontro commerciale e l'incertezza globale che colpisce in particolare l'attività manifatturiera dell'Eurozona». Contano quindi le incertezze sulla Brexit senza accordo e la possibilità dei dazi con gli Usa.
La Bce torna così in prima linea contro le difficoltà dell'economia, e un Draghi più rilassato del solito lancia un appello forte più che mai a uno stimolo di bilancio (rivolgendosi implicitamente alla Germania) e rintuzza le accuse di Donald Trump che accusa la Bce di svalutazione competitiva dell'euro. I tecnici della Bce hanno dovuto operare quindi l'ennesimo peggioramento delle stime di crescita dell'Eurozona (+1,1% e +1,2% per il 2019 e 2020) e per quelle d'inflazione, che non si allontana dall'1%.
Stabilito anche un sistema a due livelli per i tassi applicati ai depositi delle banche, oggi scesi a -0,5%, attraverso il quale una parte dei depositi sarà «esentata dal tasso negativo sui depositi». Secondo analisti ed economisti, il presidente della Bce (che sarà sostituito da Christine Lagarde a novembre) ha posto le basi per proseguire, anche in futuro, con le politiche di stimolo monetario. Sedute in rialzo da parte delle Borse.
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Venerdì 13 Settembre 2019, 05:01
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