Nancy Brilli e gli sportelli pubblici: «Ci pensa Enzibbrì»

Nancy Brilli e gli sportelli pubblici: «Ci pensa Enzibbrì»

L'ufficio è brutto come tutti quelli pubblici. Sto aspettando il mio turno da cittadina avvilita. Allo sportello, una tipa spazientita. «Nome e numero?». «Non ce l'ho» - risponde Maria . «Non ha un nome?». «Ma certo che ce l'ha!», si intromette Ada «Si chiama Maria Luisa, quello che non ha è il libretto». «Tutti ce l'hanno, signora». «Ah sì? Beh, io no». «Suo marito lavora?». «No, non più». «È disoccupato?». «No, è morto». «Morto? Ha il libretto della pensione di reversibilità?». «No, senno' che venivo a fare?». E intanto si sposta e chiede all'altra: «Scusa, ma che bisogna scrivere una lettera per ogni quadretto?». «E io che ne so? Chiediamolo a lei!». Che poi sarei io. «Scusi - mi fa Maria - secondo lei?». «Sì, signora». «Ah, ecco».

Io mi chiamo Maria Luisa, devo lasciare un quadretto tra i due nomi o no?». «Sì, certo, poi c'è scritto sulla scheda allegata come si compila il modulo». «Ah, grazie». Poi all'amica: «Oh, c'era la scheda con le istruzioni, come per la lavatrice, meno male che la signora Enzibbrì ci ha aiutato, che quella al banco ce stà a scruta'!». Troppo simpatiche, mi hanno risolto la giornata. E per quest'anno Enzibbrì vi saluta.
(brillisevuoi@leggo.it)
Mercoledì 24 Luglio 2019, 05:01
© RIPRODUZIONE RISERVATA