«Intervento scattato 23 minuti dopo Il primo allarme è stato sottovalutato»

Giammarco Oberto
La luce del giorno cade dall'alto e cancella la penombra che ha regnato nella cattedrale negli ultimi 850 anni. C'è la croce sull'altare, davanti a una statua della Pietà. Tutto il resto è una distesa di travi annerite, macerie, piombo fuso, liquami. Quel che resta di Notre Dame. Eppure ieri sera il presidente Macron è apparso in tv per rassicurare la nazione: «Siamo un popolo di costruttori, ricostruiremo Notre Dame in 5 anni, più bella ancora».
I pompieri sono entrati all'alba, dopo un'intera notte di lavoro, in 400 ad alternarsi senza requie ai manicotti. «Abbiamo spento l'incendio, la situazione è sotto controllo» ha detto il portavoce. Ma i toni sono sommessi, i volti tirati: se ce l'hanno davvero fatta a salvare Notre Dame, è presto per dirlo. Il tetto con il suo telaio di legno di quercia del 200 non c'è più, i muri perimetrali invece hanno tenuto. Così come le due torri sulla facciata e i rosoni: sono ancora lì grazie a un blitz di 15 minuti e al coraggio di un manipolo di 20 pompieri che sono entrati a rischio della vita per contrastare le fiamme dall'interno. Ma la solidità di quanto è ancora in piedi è tutta da accertare. Alle 8 sono cominciate le valutazioni dei tecnici per capire se la struttura sia stata indebolita al punto da rischiare cedimenti. Le alte temperature potrebbero aver compromesso la tenuta della pietra e del marmo. Le reliquie sono state messe in salvo, trasferite nella notte all'Hotel de Ville e poi al Louvre: la tunica di San Luigi, la Corona di Spine, un pezzo della Croce, un chiodo della Passione. L'organo è rimasto lesionato, i grandi dipinti hanno subito danni per i getti d'acqua e andranno restaurati.
Ma che cosa è successo lunedì sera? Secondo quanto ha finora ricostruito la procura, l'allarme incendio è scattato due volte. La prima alle 18,20, seguita da un'ispezione però infruttuosa. La seconda alle 18,43. E a quel punto il fuoco nel sottotetto - chiamato la fôret per il numero di travi delle capriate - era già furioso. La procura ha aperto un'inchiesta per danneggiamento colposo. «Niente va nella direzione di un atto volontario» ha detto il procuratore capo di Parigi, Rèmy Heitz, che ha avviato gli interrogatori degli operai delle cinque società che si occupavano del restauro. A Notre Dame martedì sera «c'erano 15 operai, li ascolteremo». Una delle ipotesi è che l'incendio sia stato causato dai lavori di saldatura su un telaio di legno. Ma le indagini saranno lunghe e complesse.
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Mercoledì 17 Aprile 2019, 05:01
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