Inter, c'è un tabù da abbattere

Inter, c'è un tabù da abbattere

Massimo Sarti
MILANO - Dal rossoblù del Bologna a quello del Genoa. L'Inter non vuole e non può fermarsi dopo il successo sugli emiliani a San Siro. A Marassi i nerazzurri andranno alla ricerca di quella vittoria in trasferta che manca loro dall'1-3 di Cagliari (contro altri rossoblù) dello scorso 25 novembre: quasi tre mesi fa.
Soprattutto Luciano Spalletti vorrà e dovrà compiere qualcosa che agli allenatori dell'Inter non riesce dai tempi di Claudio Ranieri, ovvero battere il Grifone al Ferraris. L'affermazione più recente dell'Inter in casa del Genoa (l'ultima di 4 di fila) è infatti dell'11 dicembre 2011, firmata dal tecnico romano in panchina e da Nagatomo in campo. Poi si contano uno 0-0 e ben 4 vittorie consecutive per la squadra del presidente Enrico Preziosi, con i nerazzurri tra l'altro in gol (con Icardi e Palacio) solamente nel 3-2 del 23 maggio 2015. L'1-0 dello scorso 7 maggio, griffato dall'ex Pandev, ha rappresentato il culmine della crisi interista, causando l'esonero di Stefano Pioli, a sua volta subentrato a Frank De Boer.
Davide Ballardini ha tirato fuori il Genoa dalle secche della bassissima classifica, soprattutto con i risultati esterni. Perché a Marassi Perin e compagni hanno una media punti da retrocessione, appena 0,72 a gara. Peggio sinora hanno fatto solo Verona e Benevento. L'occasione, per l'Inter, appare così ancora più ghiotta.
E Skriniar fa come Jovanotti: pensa positivo: «La Champions? L'Inter deve andarci, deve stare davanti perché è l'Inter e quest'anno dobbiamo farcela. Mi piace quando calciatori famosi mi danno fiducia. I complimenti di Materazzi? Lo ringrazio, queste parole mi rendono felice. Grazie mille».
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Giovedì 15 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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