IL RITRATTO

«Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico», diceva Mark Zuckerberg nel film The Social Network per spiegare il rapido successo di Facebook e le relative controversie che generò per il suo fondatore. Già perché una delle peculiarità del 33enne di New York è l'abilità nello sfruttare le situazioni e ricucire gli strappi, come successo proprio con la creazione di Facebook.
Da programmatore informatico a fondatore il passo è stato breve, solo che l'idea di creare un social network fu dei fratelli Cameron e Tyler Winklevoss e del loro compagno di studi a Harvard Divya Narenda, che nel 2008 hanno fatto causa a Zuckerberg per furto di proprietà intellettuale, costringendo l'ex amico a un triplice ricco risarcimento. Un copione che si è ripetuto con Eduardo Saverin, spalla preziosa per la diffusione del social network azzerata da Zuckerberg in favore di nuovi investitori, salvo poi esser stato ricompensato (cifre sconosciute per via di un accordo di riservatezza) e riconosciuto dalla compagnia come co-fondatore di Facebook.
A far più male, però, sono le critiche degli ex manager della piattaforma, come il responsabile per la crescita degli utenti Chamath Palihapitiya, che ha mosso accuse pesanti: «Facebook è uno strumento che sta distruggendo il tessuto funzionale della società».

Martedì 17 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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