Il dirigente Atac: «Possono venirne giù altre 3 o 4...»

Mario Landi
«Se famo il calcolo delle probabilità su settecento (scale mobili, ndr) ne sarebbero venute giù tre o quattro».
Così parlava un dirigente Atac intercettato riferendosi all'efficienza delle scale mobili della metro di Roma affidandosi al calcolo delle probabilità. Si tratta di colloqui carpiti ma che restituiscono pienamente l'atteggiamento di cinico e irresponsabile distacco che avevano i dirigenti pubblici, quelli coinvolti nell'indagine, preposti alla gestione della manutenzione di una struttura a servizio del trasporto pubblico. Un atteggiamento che il gip definisce «riprovevole».
«Su 700 scale - dice in sostanza il direttore di esercizio dell'Atac delle linee A e B, Renato D'Amico intercettato - devi mettere in conto che 3 o 4 sarebbero crollate». Parole stigmatizzate dal giudice Massimo Di Lauro secondo cui a «D'Amico non interessa affatto l'eventualità che su quelle tre o quattro scale ci siano sopra persone, per lui è solo una questione di numeri percentuali».
Per chi indaga «la amara verità» è che se non vi fosse stata «la vigoria di alcuni tifosi» molto probabilmente «l'indegna gestione degli impianti» non sarebbe «mai venuta alla luce». Il concetto di riduzione del danno appare quasi come un eufemismo leggendo le intercettazioni presenti nell'ordinanza. Il sequestro, ad esempio, della stazione Barberini disposto dalla Procura di Roma il 23 marzo, a detta di D'Amico «è una mossa esagerata che condiziona tutti... perchè l'incidente non aveva provocato feriti. Comunque vanno sparando anche addosso...».
Dopo i due incidenti dalle conversazioni si percepisce una sorta di presa di coscienza, forse legata al timore di possibili conseguenze penali. A fare ammissioni è sempre D'Amico. «Pure noi non abbiamo controllato niente, sta c... di ditta», dice candidamente perché non sapeva di essere intercettato e quindi citando una mail in cui si afferma che anche nella stazione della metro Cornelia «i dispositivi di controllo risultavano disabilitati». Poi D'Amico aggiunge: «Vanno ad agire sulla sicurezza... questi è un continuo... è preoccupante certe posizioni non sono proprio campate in aria, bisogna mandarli via... noi non abbiamo controllato niente sta c... di ditta».
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Venerdì 13 Settembre 2019, 05:01
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