I roghi alla Pecora e al Baraka? «I locali disturbano gli spacciatori»

I roghi alla Pecora e al Baraka? «I locali disturbano gli spacciatori»

Un'unica mano incendiaria, dietro i roghi che in meno di 48 ore si sono sprigionati alla Pecora Elettrica ed alla pizzeria Pinsa Romana di via delle Palme ed al Baraka Bistrot in via dei Ciclamini a Centocelle. Ne sono ormai convinti gli inquirenti che stanno indagando per dare un nome al piromane ma soprattutto un movente a tre incendi di matrice doloso che sembrano inspiegabili.
Polizia e carabinieri stanno cercando il tunisino di 45 anni che venne fermato e denunciato dopo che l' 8 ottobre scorso le fiamme distrussero il gazebo esterno della pizzeria. L' uomo ricercato, potrebbe essere colui che ha appiccato anche gli altri due roghi. Il modus operandi e le tracce lasciate sulle saracinesche, dei locali andati distrutti sarebbero le stesse. Il tunisino, di cui si sono perse le tracce farebbe parte della cosiddetta Gang dei marocchini che da anni controlla la pizza di spaccio del fossato di via della Palme, dove un gruppo di cittadini nord africani vende hashish da dietro la recinzione del fosso.
La banda di narcotrafficanti che negli anni si è resa responsabile di un omicidio e di diversi accoltellamenti, farebbe capo ad un marocchino soprannominato Bush che decide le ritorsioni contro coloro che minano gli affari criminali della banda. Già nel 2008, si verificarono nella zona diversi incendi proprio quando un marocchino di nome Larbi Tobabi, detto baffo si asserragliò armato nel parco davanti Forte Prenestino e sparò più volte contro al polizia che combatteva lo spaccio.(E. Orl.)


Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Novembre 2019, 05:01
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