«Giusto dare quel tema»

Mario Landi
Dopo il dramma, è l'ora delle polemiche. «L'avevo sentito l'ultima volta pochi giorni fa, avevamo parlato della eventuale nomina di un consulente di parte in vista dell'imminente incidente probatorio. C'era tutta la volontà di collaborare con la magistratura e di dimostrare la sua innocenza», dice l'avvocato Domenico Di Tano, che assisteva il poliziotto della penitenziaria suicidatosi a Roccasecca (Frosinone) dopo le accuse di presunti abusi sessuali nei confronti della figlia 14enne. Però sotto accusa c'è anche il tema dato alla ragazzina (Scrivi una lettera a tua madre confessandole ciò che non hai mai avuto il coraggio di dirle) e che ha spinto la studentessa a confessare di aver avuto rapporti sessuali completi con il genitore, il quale approfittava di lei in ogni circostanza. Pare almeno 6-7 volte.
«Ritengo sia utile assegnare temi in cui i ragazzi possano esprimere se stessi e illustrare le situazioni anche difficili che si trovano a dover affrontare: conosco decine di casi in cui gli insegnanti e i dirigenti sono riusciti ad intervenire e a risolvere problemi, una volta che è andata male non possiamo demonizzare la scuola - difende la categoria dei presidi e dei prof Antonello Giannelli, che guida l'Anp (Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola) -. Nel tragico evento di Cassino questo non è riuscito: a volte i meccanismo psicologici sono insondabili». Ma l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, bacchetta tutti: «I bambini e i ragazzi hanno diritto a essere protetti da ogni forma di interferenza nella loro sfera privata, in particolar modo nei casi in cui hanno subito violenza o abusi».
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Mercoledì 24 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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