GIUSEPPE CHICCHI - L'EX SINDACO DI RIMINI

Stefania Cigarini
Come è nata la Fondazione Fellini?
«Lanciai l'idea nel discorso ufficiale che feci il giorno del funerale di Federico. L'anno dopo era operativa, ora è stata incamerata dal Comune di Rimini. Gli scopi sono quelli di studiare il lascito intellettuale dell'artista e mantenerne viva e attiva la memoria. L'abbiamo fatto con vari convegni biennali e con iniziative nel mondo. La missione implicita, quella di raccogliere il materiale iconografico e di lavoro di Federico»
Un risultato?
«Abbiamo acquistato e raccolto i circa 600 disegni che compongono il Libro dei Sogni».
Progetti?
«Il museo Fellini nel Castello Malatestiano»
Sulle celebrazioni del Centenario?
«Mi permetto di suggerire ai festeggianti una certa prudenza, il rischio della pataccata è abbastanza latente».
Quale rischio?
La figura di Fellini è delicata, non so se le celebrazioni riusciranno a renderne la reale complessità. Lo vedremo dopo».
Il suo augurio?
«Che oltre ai naturali festeggiamenti, si possa impostare un lavoro di ricerca sull'opera che questo straordinario personaggio ha lasciato».
In quali direzioni?
«Le matrici culturali modernissime che Fellini ha utilizzato, la sua iconografia, la costruzione dell'immagine, la profondità di scavo fatto sull'Io moderno attraverso la psicanalisi».
Un aneddoto
«Andammo trovarlo con Pierluigi Bersani, in ospedale, poco prima della fine. Era in sedia a rotelle e infermo nella parte sinistra. Dopo un po', chiamò l'infermiere, si alzò in piedi e ci disse Gran finale!»
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* Ha creato la Fondazione Fellini

Giovedì 16 Gennaio 2020, 05:01
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