Giammarco Oberto
Non voleva uccidere, dice. Il colpo gli è partito per sbaglio,

Giammarco Oberto
Non voleva uccidere, dice. Il colpo gli è partito per sbaglio, perché quell'uomo che stava infastidendo i clienti del bar lo ha spinto e lui è caduto. E la sua calibro 22 ha esploso un colpo, letale. La vittima, colpita al petto, è Youns El Boussetauoi, senzatetto marocchino di 39 anni. «Ma io non volevo». Una versione che Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza di Voghera, leghista, ha ripetuto nell'interrogatorio durato tutta la notte. Alle sette del mattino i carabinieri lo hanno rimandato a casa: è ai domiciliari, l'accusa formulata dall'aggiunto Mario Venditti e dal pm Roberto Valli è eccesso colposo in legittima difesa.
Ma è solo all'inizio l'inchiesta per chiarire che cosa è accaduto alle 22,30 di martedì in piazza Meardi a Voghera, davanti al bar Ligure, gestito da cinesi. La piazzetta in cui il 47enne assessore che tanti là chiamano lo sceriffo si è presentato come un giustiziere, con una pistola armata e con il colpo in canna. Saranno le telecamere di sorveglianza e la balistica a definire l'iter giudiziario dell'assessore con la pistola. Ma dato l'identikit dell'assassino, sulla vicenda si è già scatenata la politica.
LO SCERIFFO. Dall'autunno 2020 Adriatici è assessore alla Sicurezza nella giunta di centrodestra guidata dalla sindaca Paola Garlaschelli. Figlio di un comandante della Polstrada, lui stesso in polizia per 16 anni, dal 1995 al 2011, non ha mai smesso di sentirsi un poliziotto, anche quando è diventato avvocato penalista e poi si è buttato in politica, con la Lega. Il suo cavallo di battaglia la campagna contro la movida. Proprio la sera dell'omicidio a Voghera è entrata in vigore la sua ordinanza anti-alcol: nessun locale può vendere alcolici a temperatura inferiore di quella ambiente. La birra calda chi la beve? E forse era in piazza per controllare che la sua ordinanza fosse rispettata. E si è portato la pistola carica.
LA VITTIMA. Uno sbandato, un vagabondo, El Boussetaui. Piccoli precedenti per droga, e la mania di bere, di infastidire, di importunare, aggressivo ma innocuo. Così lo descrivono. Più volte destinatario di ordini di lasciare l'Italia, mai eseguiti. L'autopsia dirà se aveva bevuto anche l'altra sera, quando l'assessore lo ha visto in piazza ed ha chiamato il commissariato: «Mandate una volante, c'è un uomo che infastidisce la gente».
LA DINAMICA. Non è chiaro che cosa è successo dopo. Qualcuno dice che il marocchino ha sentito la telefonata ed ha affrontato Adriatici. Altri che lo sceriffo gli ha mostrato la pistola per intimidirlo. Poi forse una reazione, una caduta, il colpo che parte. Lo chiarirà l'inchiesta.
LA POLEMICA. Ma intanto la Lega fa quadrato intorno al suo uomo. Salvini: «Molto probabilmente quello che è accaduto è stato un drammatico episodio di legittima difesa». E Pd e M5S attaccano: «La Lega prenda le distanze»


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Luglio 2021, 05:01
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