Giammarco Oberto
Colletti bianchi, faccendieri legati a filo doppio con la politica,

Giammarco Oberto
Colletti bianchi, faccendieri legati a filo doppio con la politica, che entrano ed escono dagli uffici della Regione Sicilia, stipulano alleanze occulte e dispensano mazzette per speculare sui canali di finanziamento per le energie alternative sull'isola, soprattutto l'eolico. Due mesi dopo gli avvisi di garanzia e le perquisizioni, ieri mattina a Palermo è scattato il blitz della Dia che ha portato all'arresto di Paolo Arata, ex professore di ecologia ed ex deputato di Forza Italia, reclutato due anni fa da Salvini come consulente per l'Energia con l'incarico di stilare il programma della Lega. Le accuse sono di intestazione fittizia, corruzione e autoriciclaggio. Con lui sono stati arrestati il figlio Francesco, l'imprenditore trapanese Vito Nicastri, definito il re Mida dell'eolico - ritenuto vicino all'entourrage del boss latitante Matteo Messina Denaro - e suo figlio Manlio. Ai domiciliari è finito anche Alberto Tinnirello, dirigente dell'assessorato regionale all'Energia.
L'inchiesta della procura di Palermo sta scoperchiando un giro illecito di affari che Nicastro e soci conducevano sotto l'ombrello della Lega. Scrive il gip Guglielmo Nicastro nella misura cautelare con cui ha disposto gli arresti: «Dall'attività di indagine è emerso che Arata ha portato in dote alle iniziative imprenditoriali con Nicastri gli attuali influenti contatti con esponenti del partito della Lega, effettivamente riscontrati e spesso sbandierati da Arata medesimo».
«Questi qui sono tutti pagati» dice con orgoglio Paolo Arata al figlio Francesco mentre entrano negli uffici dell'assessorato regionale all'Energia, a Palermo. Le cimici piazzate dalla Dia di Trapani registrano. E ancora: «Io sono socio di Nicastri al 50 per cento» dice Arata a un amico avvocato. Il tutto - dicono gli inquirenti - all'ombra di Salvini, con il quale gli Arata sarebbero molto in confidenza. Il ministro dell'Interno ieri ha smentito: «Ho incontrato Arata una sola volta, a un convegno della Lega. Se sono preoccupato per gli sviluppi dell'inchiesta? Assolutamente no».
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Giovedì 13 Giugno 2019, 05:01
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