Fermi tutti, 8 marzo nero

Fermi tutti, 8 marzo nero

Valeria Arnaldi
Scuola, bus, metropolitana, ferrovie, aerei. L'Italia si ferma, o quasi, giovedì, in occasione della festa della donna: è rischio paralisi per lo sciopero generale indetto dai sindacati autonomi, anche Cobas e Usb, in diversi settori. E a ciò si aggiunge l'astensione generale delle donne proclamate dall'Unione sindacale di base per rivendicare l'effettiva parità di genere. «Anche quest'anno l'Unione Sindacale di Base - si legge in una nota della sigla - ha risposto all'appello di Non Una Di Meno con la proclamazione dello sciopero generale di 24 ore per l'8 marzo, perché la lotta contro ogni discriminazione di genere e ogni forma di violenza maschile sulle donne è parte sostanziale della lotta complessiva del nostro sindacato».
Il giovedì nero comincia dal trasporto pubblico, per cui sono previste delle fasce di garanzia. I lavoratori del comparto aereo potranno fermarsi tutta la giornata, dalle 13 alle 17 invece lo faranno i dipendenti Enav di tutti gli aeroporti d'Italia. Fermi pure quelli del settore ferroviario. Possibili disagi per scuola, università, enti pubblici di ricerca. È stop per i lavoratori aderenti a Flc-Cgil, nonché per i dipendenti delle aziende pubbliche e private del servizio sanitario nazionale. Non solo scioperi. A complicare la situazione si aggiungono i cortei, circa settanta nel Paese.
A Roma ne è previsto uno che partirà nel pomeriggio dal Colosseo. In tutte le città, Usb annuncia «azioni, picchetti, piazze tematiche, presidi durante la mattina e cortei pomeridiani» per dire no alla violenza maschile sulle donne, all'obiezione di coscienza nei servizi sanitari pubblici, il riconoscimento dei Centri Antiviolenza il diritto a un welfare universale.
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Lunedì 5 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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