Etichette con caos

Valeria Arnaldi
Nuova rivoluzione in vista per le etichette. È stato approvato a larga maggioranza, anche con il voto dell'Italia - astenuti solo Germania e Lussemburgo - il regolamento esecutivo sull'indicazione in etichetta dell'origine dell'ingrediente principale degli alimenti. Le nuove norme specificano il modo in cui, in etichetta, dovranno essere fornite informazioni sull'origine del prodotto principale, quando il luogo di provenienza dell'alimento è indicato o evocato ed è diverso da quello dell'ingrediente primario.
Ciò significa, ad esempio, che nel caso della pasta bisognerà indicare la provenienza del grano, in caso di formaggi invece quello del latte. Più complessa l'identificazione delle provenienze da indicare in etichetta per i prodotti trasformati, come biscotti, maionese, torte rustiche e quant'altro. Non solo. Il regolamento, che entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ue e si applicherà dall'aprile 2020, lascia una grande elasticità sulla portata geografica del riferimento all'origine, ad esempio, da Ue o non Ue, fino all'indicazione di Paese o regione. Non si applica, inoltre, ai prodotti Dop, Igp e Stg, né quelli a marchio registrato.
La Coldiretti con Fondazione Campagna Amica nei giorni scorsi aveva avviato la raccolta firme #stopcibofalso rivolta al Presidente del Parlamento Europeo per chiedere l'indicazione delle provenienze e tutelare così informazione e qualità degli alimenti. L'incertezza interpretativa della nuova normativa rischia di rendere più facili le falsificazioni e più difficile, di conseguenza, tutelare il prodotto. Stando alle nuove indicazioni, chiunque potrebbe usare il tricolore come simbolo di italianità, magari accompagnandolo con l'indicazione della produzione in un Paese Ue. Dura è la bocciatura dei consumatori. «Si tratta di un regolamento che non tutela il consumatore e non fornisce adeguate garanzie in fatto di trasparenza sull'origine degli alimenti», dice il presidente Codacons Carlo Rienzi, che sottolinea come la flessibilità introdotta «impedirà ai cittadini di conoscere la reale provenienza delle materie prime al momento dell'acquisto per una moltitudine di prodotti».
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Martedì 17 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 05:01
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