Ernesto De Franceschi
Era il simbolo di Parigi: uno dei monumenti più importanti

Ernesto De Franceschi
Era il simbolo di Parigi: uno dei monumenti più importanti e conosciuti al mondo, il più visitato d'Europa. Da ieri non esiste più. Un devastante incendio ha distrutto la cattedrale di Notre Dame nel cuore della capitale francese. Costruita nel 1163 aveva resistito a guerre, alluvioni e rivoluzioni. Il 15 aprile 2019 si è sgretolata in poche ore, lasciando senza parole il mondo intero.
L'ALLARME. E' scattato attorno alle 18,50. Al momento dello scoppio del rogo, dentro la cattedrale erano presenti numerosi turisti, fatti subito evacuare insieme a centinaia di parigini che in quel momento si trovavano nel quartiere intorno alla cattedrale. Sul ponte Saint-Michel si è formata un'enorme folla che ha assistito impotente alla spirale di fumo che si alzava dal monumento e che ha presto avvolto il cielo della capitale francese che da blu è poi diventato arancione. Attorno alle 20 l'immagine che ha fatto il giro del mondo: il crollo della guglia centrale. 400 i vigili del fuoco in azione, uno di loro è ferito grave.
PERCHÈ È SUCCESSO? Subito scartata l'ipotesi attentato. Il rogo si sarebbe sviluppato all'interno del cantiere: impalcature ricoprivano le guglie, lì si sono scatenate le fiamme ed è stato impossibile contenerle. Forse un errore umano? La Procura parigina ha aperto un'inchiesta per disastro colposo. Erano in corso lavori di ristrutturazione programmati fino al 2022. Le fiamme si sono propagate ad un ritmo impressionante: il rogo è andato in diretta social in tutto il mondo. L'incendio, quindi, si è spostato verso l'interno e ha intaccato una delle due torri rettangolari. Un portavoce della Diocesi di Parigi ha subito confermato che tutto l'interno in legno del 13esimo secolo è bruciato e distrutto. «Distrutta tutta la struttura (in legno, ndr), che risale al XIX secolo da una parte e al XIII dall'altra, non ne resterà più niente» ha spiegato il portavoce della amministrazione di Notre Dame, Andre Finot. «Non è certo che la cattedrale si salvi», ha confermato il sottosegretario all'Interno, Laurent Nunez, parlando con i giornalisti. Tanti parigini, ovviamente sotto choc, nelle vicinanze della cattedrale si sono fermati a cantare l'Ave Maria, quasi per esorcizzare la visione infernale di un rogo devastante. In serata però i pompieri di Parigi hanno riferito che, nonostante l'incendio, «la struttura portante di Notre Dame è salva e preservata nella sua totalità». Il presidente Mattarella ha scritto a Macron: «L'Italia si stringe al popolo francese».
LE POLEMICHE. Si è polemizzato fin da subito sulla lentezza delle operazioni di spegnimento. Perché non sono stati utilizzati gli aerei Canadair che gettano acqua dal cielo? Lo stesso presidente Usa, Trump, ha twittato chiedendone l'utilizzo. La direzione generale della sicurezza civile, sempre via social, ha spiegato che «il getto d'acqua su questo tipo di edificio avrebbe potuto portare al collasso dell'intera struttura».
IL PRESAGIO. A ridosso della guglia crollata, erano posizionate 16 statue di rame raffiguranti Gesù, i 12 apostoli e i simboli degli evangelisti: erano considerate simboli che da sempre vegliavano e proteggevano la cattedrale e tutta la città di Parigi. Senza di loro, è scoppiato l'incendio che ha distrutto la cattedrale.
I JIHADISTI ESULTANO. A quanto scrive Site sul suo profilo twitter, da numerosi profili collegati ad account di islamisti sono state condivise foto delle fiamme e il fumo che si alza dalla cattedrale di Parigi, accompagnate da commenti in cui si esprime gioia per la tragedia.

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