Emilio Orlando
Fino al momento del suo arresto era considerato il re delle start

Emilio Orlando
Fino al momento del suo arresto era considerato il re delle start up italiane. Nel 2014 aveva venduto la sua creatura, il portale Facile.it, per cento milioni di euro. Quando alle 23,30 di sabato gli agenti della squadra mobile hanno suonato alla porta del suo appartamento di lusso, a due passi dal Duomo di Milano, Alberto Genovese stava per fuggire con un jet privato in Sudamerica, via Amsterdam.
L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Tommaso Perna ripercorre tutte le tappe dello stupro di cui è accusato il 43enne imprenditore digitale, napoletano di origine e milanese di adozione dopo la laurea in Economia e commercio alla Bocconi. Scene degne del film Arancia Meccanica, spiegano gli inquirenti. E forse per lui non era la prima volta. A verbale c'è anche la denuncia di un'altra ragazza: ha raccontato di essere stata invitata da Genovese a una festa - l'estate scorsa in un'isola spagnola - di essere stata convinta ad assumere droga e di essersi risvegliata la mattina dopo dolorante e con segni di violenze.
Nella sua residenza dorata a Milano, con piscina pensile a sfioro sulla balconata e stanze di extra lusso utilizzata per i party aziendali e da lui battezzata terrazza sentimento, si sarebbero verificate le sevizie nei confronti della vittima 18enne. I fatti denunciati dalla ragazza si riferiscono alla notte del 10 ottobre. Un racconto dell'orrore quello che la giovane ha fatto in lacrime, aiutata da una psicologa della polizia. Prima di entrare nell'appartamento, dove era stata invitata insieme a un'amica, le era stato tolto il cellulare da un bodyguard. Poi è decollato un droga party a base di mix di cocaina e ketamina, finito con botte e stupro. «Mi ha legata mani e piedi e mi ha costretta a fare giochi erotici, sotto effetto di cocaina e ketamina» ha denunciato la ragazza. La vittima è riuscita a fuggire solo al mattino. È scesa in strada piena di ematomi, seminuda e con una sola scarpa.
L'indagine della Mobile è stata serrata. Le manette sono scattate quando le intercettazioni hanno rivelato l'intenzione di Genovese di fuggire. Secondo un testimone l'imprenditore ha anche dato disposizione ad un collaboratore di cancellare i video ripresi quella notte dalle telecamere domestiche di sicurezza. Ieri l'accusato è comparso davanti al gip: «È da 4 anni che voglio disintossicarmi dalla coca - ha detto - quando mi drogo perdo il controllo e non riconosco il confine tra legale e illegale. Ho bisogno di curarmi».
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 9 Novembre 2020, 05:01
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