È sbagliato, come accaduto a Roma, dare casa a una famiglia rom?
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È sbagliato, come accaduto a Roma, dare casa a una famiglia rom?
«È sbagliato il regolamento per cui i rom hanno un punteggio superiore a chiunque. Credo che sia ingiusto che abbia più diritto la famiglia di un rom rispetto alla famiglia di un disabile. Non puoi dare casa a chi può trovare un lavoro agevolmente rispetto a chi ha difficoltà per cause di forza maggiore. L'Amministrazione Raggi è razzista verso i romani non rom: ai romani nessuno dà 5mila euro se aprono un'attività, 800 euro per un affitto, un mental coach per convincerlo ad andare a lavorare o a mandare figli a scuola. Penso che tutto ciò sia ingiusto e crei rabbia tra i cittadini. Una rabbia che non deve sfociare nella violenza, ovviamente, infatti io non vado ad insultare una mamma con bambina rom, ma non si può banalizzare quello che accade nelle periferie».
Come si risolve il problema delle occupazioni abusive?
«Sono per sgomberare tutto, soprattutto nelle situazioni che sono vere e proprie zone franche»
E l'occupazione di Casapound?
«A Roma ci sono 45 centri sociali occupati. Sono per sgomberare tutto ma sgomberiamoli in ordine di occupazione».
Le liti tra Cinque Stelle e Salvini sono finalizzate solo a ottenere più voti o c'è una crisi vera che scoppierà?
«È una via di mezzo. All'inizio era tattica, ma ora gli è sfuggita di mano. Se ti metti ad acuire le diversità poi scopri che le differenze sono molte e sono profonde. I 5stelle sono molto di sinistra nella loro formazione e si vede nelle politiche che stanno portando avanti. Non lo decidono i partiti se un governo cade, ma le indicazioni date dai cittadini il 26 maggio potranno essere decisive. È un voto che può cambiare l'Europa ma anche l'Italia. Ma non penso a un nuovo governo senza passare per delle elezioni politiche: a me non piacciono i governi raffazzonati che si reggono sui numeretti. Meglio perdere due mesi per trovare poi un governo che dura 5 anni».
I 5 Stelle vogliono l'alleanza con il Pd?
«Secondo me per non andare a casa si alleerebbero con chiunque. Lo abbiamo visto. Fanno quelli super puri ma per loro era indifferente il patto con Salvini o con il Pd, a cui avevano tirato palate di letame. Fu Renzi a dire di no. Io sono monogama in tutte le cose, non ho fatto patti con i 5 Stelle né con Renzi, sono rimasta sempre nel centro destra».
Tra i suoi alleati chi l'ha delusa?
«Su alcuni voti espressi dalla Lega ci sono rimasta male. Io un mese fa ho presentato una proposta per la famiglia: Iva al 4% per i prodotti sulla prima infanzia, asili nido gratuiti, incentivi per chi assume le donne, congedi parentali estesi. Tutto bocciato da 5 Stelle e Lega. Ci sono rimasta male e chiesi chiarimenti a Salvini».
Se fosse ministro dell'Interno che divisa indosserebbe?
«Nessuna, metterei i miei vestiti, ma il fatto che parliamo delle divise che si indossano più che delle propostevuol dire che a livello di comunicazione ormai è quello che funziona».
Colpa dei media o dei politici?
«Di entrambi. Io guardo più il contenuto, ma forse è un errore perché delle proposte spesso ai giornalisti non importa nulla. Invece se ho un lapsus sulla vongola e la zucchina finisco su tutti gli online: posso essere una impresentabile, nana e fascista ma che le zucchine si coltivano lo so pure io».
Se andasse al Governo cosa farebbe per prima cosa?
«Affronterei il tema della natalità e il sostegno alla famiglia, dagli asili nido gratis fino a reddito di infanzia: una proposta che vorrei portare anche in Europa. Poi c'è il sostegno ai mondi produttivi: abbassare le tasse, fare in modo che più assumi e meno paghi».
Le unioni civili?
«Non tornerei indietro, ma resto contraria al diritto di adozioni per le coppie omosessuali e per i single. Ci sono migliaia di famiglie che pregano per un'adozione: io sono cresciuta in una famiglia monogenitoriale e non posso dire di essere cresciuta male e di non essere stata felice. Ma io un padre lo avrei voluto. Non è giusto negare per legge a un bambino un padre e una madre».
Gli ultimi impegni?
«Domenica siamo a Napoli per chiudere la campagna elettorale aperta a Torino, nel segno dell'unita nazionale».
(ha collaborato
Lorena Loiacono)
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Giovedì 16 Maggio 2019, 05:01
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