Di Maggio saluta,  vigili senza sceriffo

Di Maggio saluta, vigili senza sceriffo

Se ne è andato dopo 836 giorni da comandante. Un periodo in cui ha ribaltato il corpo della polizia municipale. A modo suo. Con impegno, dedizione, presenza, poche parole e tanti fatti. Da oggi Antonio Di Maggio è ufficialmente un pensionato. Ha lasciato il suo ufficio di comandante generale tra applausi e lacrime. Già perché Di Maggio non era uno come tanti: era lui. Rude, incazzoso, schietto e operativo. Tra le tante operazioni che ha portato a termine è riuscito nell'impresa più difficile: riavvicinare i vigili ai romani. Ora se la municipale nutre il giusto rispetto che merita è anche per quel signore senza capelli e con lo sguardo da duro.
Mai nessun mandato fu più azzeccato. In meno di 2 anni e mezzo è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ha rimesso in piedi un baraccone che traballava e faceva acqua da tutte le parti. Ora il Corpo non ha più il suo re. E per il successore sarà dura prendere questa eredità. (F. Pas.)

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Luglio 2020, 05:01
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