Brutta pagella per gli studenti italiani: non sanno leggere, male pure in Scienze

Lorena Loiacono
Non sanno leggere e, anche nel far di conto, non se la cavano benissimo. Sulle scienze poi la bocciatura è netta. Brutta pagella per gli studenti italiani di 15 anni alle prese con il test Ocse Pisa 2018, a cui hanno partecipato 79 paesi con circa 600mila studenti: in Italia hanno sostenuto la prova 11.785 ragazzi. In base ai dati presentati dall'Invalsi gli adolescenti italiani con 476 punti restano sotto la media internazionale di 487, al pari di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele, soprattutto per la comprensione di un testo e per le scienze: solo un ragazzo su 20 capisce bene quello che legge mentre uno su 4 ha serie difficoltà. Stravincono invece le province cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang, oltre a Singapore. Ma allora se in Italia un adolescente ha problemi a capire un testo scritto al pc, non riuscendo a carpirne le informazioni principali e a distinguere i fatti dalle opinioni di chi scrive, il problema diventa generazionale: si tratta di ragazzi nati nel 2004 e che, quindi, sono abituati a prendere informazioni dalla Rete. Il rischio di incappare nelle bufale online è enorme.
Per la matematica gli studenti restano in media Ocse ma sono comunque in calo rispetto all'ultima rilevazione fatta tre anni fa. Il problema diventa serio con le scienze: l'Italia ottiene 468 punti contro i 489 internazionali, brutto il paragone anche su tre anni fa quando il punteggio arrivava a 481. »Questi risultati devono spingere il governo ad invertire subito la rotta prima che sia troppo tardi ha commentato Tobia Zevi, presidente dell'Osservatorio Roma! Puoi dirlo forte -. E' gravissimo constatare come l'Italia spenda circa il 3,6% del suo Pil per l'istruzione, ben al di sotto del 5% della media Ocse». In generale vanno meglio gli studenti delle regioni del Nord e del Centro rispetto a quelli del Sud e i liceali rispetto agli studenti dei percorsi professionali.
Ma esiste anche una pesante differenza tra ragazzi: a parità di bravura, 9 studenti socio-economicamente avvantaggiati su 10 pensano di studiare dopo il diploma, tra gli svantaggiati solo 6 su 9.
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Mercoledì 4 Dicembre 2019, 05:01
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