Battisti in volo per l'Italia «Per lui carcere a vita»

Mario Fabbroni
Sofisticati software di localizzazione, un lavoro d'intelligence sul campo e la costante collaborazione con le autorità boliviane.Così Cesare Battisti è caduto nella rete degli uomini dell'Antiterrorismo, della Criminalpol, dell'Interpol e della Digos di Milano (con il contributo degli 007 dell'Aise).
Le manette sono scattate ieri ai polsi del super latitante degli anni di piombo e terrorista mai pentito del Pac (Proletari armati per il Comunismo) in Bolivia, dove Battisti si era rifugiato dopo l'elezione in Brasile del Presidente Bolsonaro. Da quella data, tre mesi fa, gli investigatori iniziano a tenere sotto controllo una quindicina tra pc, tablet e telefoni: ci sono i familiari stretti di Battisti, amici brasiliani e persone del suo entourage, compresi alcuni italiani. Nessuna conversazione diretta ma solo messaggi o prudenti contatti attraverso i social. Battisti viene riconosciuto anche da una vicina di casa attraverso le foto diffuse su internet anche se ha la barba finta e si protegge con occhiali scuri, cammina da solo in strada e non ha armi con sé.
La Bolivia ha pure respinto le richieste di asilo, avanzate dall'ex terrorista tramite il proprio legale il 18 dicembre scorso. Ma lo Stato sudamericano diventa determinante anche per un altro motivo: Battisti viene infatti espulso direttamente dalla città di La Paz, con l'accusa di ingresso illegale nel Paese. Così si supera pure l'accordo con il Brasile, che non prevede l'applicazione dell'ergastolo. «Invece marcirà in galera per tutti i suoi restanti giorni», annunciano i ministri Salvini e Bonafede: «La fuga è finita, giustizia è fatta», dice il Guardasigilli. Cesare Battisti dovrà scontare l'ergastolo sulla base di due condanne per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin - avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979 a Milano e Mestre - e del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Salvini ieri in tarda serata ha annunciato che il volo con a bordo Battisti era decollato: «Sono commosso», ha detto il ministro. Una volta atterrato a Roma, a Ciampino (Salvini ha annunciato che sbarcherà oggi alle 12,30), sarà portato quasi certamente nel carcere di Rebibbia ma non è escluso possa essere trasferito in un carcere milanese, visto che le condanne che lo riguardano furono emesse dalla corte d'assise di Milano.
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Lunedì 14 Gennaio 2019, 05:01
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