Baccini: «Ancora  pedalo, ma il mio  sogno è il cinema»

Baccini: «Ancora pedalo, ma il mio sogno è il cinema»

Ma c'è da sudare. E Francesco Baccini completa il pezzo che vinse il Festivalbar sorpassando Un'estate italiana di Bennato e Nannini, inno di Italia '90.
È vero che per Sotto questo sole c'entra il Lambrusco?
«Ha portato bene e visto il successo, forse dovrei bere di più. Un pomeriggio vado a trovare Paolo Belli. Ci siamo messi al piano con Prandi, sempre di Ladri di biciclette. Così è nata. Una canzone per divertirsi, non pensavamo sarebbe diventata evergreen. Un successo straordinario. A una settimana dall'uscita, lo swing del ritornello lo cantavano tutti. I miei discografici erano convinti che non avrebbe mai funzionato».
Le ultime parole famose.
«Mi ha fatto uscire dalla nicchia cantautorale, dove ero anche per somiglianza a Tenco. Fu tutto inaspettato. Alla finale del Festivalbar, siamo entrati all'Arena di Verona correndo. Euforia pura. Il videoclip del brano lo girai con un menisco rotto durante la partita della Nazionale Cantanti. Non riuscivo a camminare, ma a pedalare sì».
E l'ha incisa.
«Nel mio secondo disco. Quello in cui c'è il duetto con Fabrizio De Andrè. Un sogno, per me».
Se dico Sanremo, cosa risponde?
«Premio Tenco. Sto girando un docufilm per i dieci anni di Baccini canta Tenco».
E la musica?
«Scrivo per il cinema. Ho appena chiuso il film di Massimo Bonetti. La mia prima vera colonna sonora. Da vecchio, voglio fare questo. Sono spirito libero. E il cinema mi fa sentire davvero libero». (R. Vec.)

Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Giugno 2020, 05:01
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