Autonomia, fuga di imprese e investimenti «Roma rischia di diventare Capitale di serie B»

Paola Lo Mele
La Camera di Commercio di Roma lancia un sos forte e chiaro sulle Autonomie. E lo fa con il presidente Lorenzo Tagliavanti, che prospetta il rischio di una «Capitale di serie B».
Per il numero 1 dell'ente camerale, che rappresenta le imprese della Città Eterna, «un regionalismo fai-da-te creerebbe un problema di funzioni e un colpo economico. Tutte le grandi nazioni investono sulle loro capitali - sottolinea Tagliavanti - ma il dibattito sulle autonomie tende a depotenziare il ruolo della Capitale». Insomma, l'impatto delle autonomie di cui si sta discutendo animatamente a livello nazionale sarebbe «grave» da due punti di vista per Roma: «A livello pratico, ma ancora di più a livello immaginario: avere una Capitale di serie B».
Tagliavanti parla senza mezzi termini in occasione della presentazione dell'indagine congiunturale della Federlazio che fotografa una regione «con evidenti segni di arretramento, non diversi dall'insieme del Paese» e in cui gli imprenditori sono sfiduciati: «Il dibattito sulle autonomie che tende a depotenziare» Roma contribuisce a creare questa «grande incertezza», sostiene. Quasi contemporaneamente, dal Governo interviene il ministro dell'Interno Matteo Salvini che rivendica, invece, come sulle autonomie «la strada maestra» sia «la Costituzione: «Non c'è un'idea della Lega, è la Costituzione che prevede che le Regioni possano chiedere fino a 23 competenze. C'è una proposta del governo su cui il Parlamento, che è sovrano, potrà dire la sua, poi si discuterà con le Regioni».
Dal Campidoglio la sindaca Virginia Raggi non si è ancora espressa apertamente sulla questione, ma di recente ha promesso che dirà la sua. Certo è che tra gli obiettivi prioritari dell'amministrazione a Cinque Stelle c'è l'ottenimento di poteri e fondi speciali per Roma. Si tratta di un dossier, già presentato a Palazzo Chigi a cui la prima cittadina e la maggioranza pentastellata stanno lavorando da tempo, e che, salvo imprevisti, dovrebbe entrare nel vivo entro l'anno.
Come detto, tutto il Lazio mostra segni di «arretramento» con «ordinativi, fatturato e produzione (che) registrano un sensibile calo», in base alla fotografia scattata dall'indagine congiunturale sulle Pmi regionali realizzata nel secondo semestre del 2018 su un campione rappresentativo di 450 imprese associate.
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Giovedì 21 Febbraio 2019, 05:01
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