Il referendum tra tweet e realtà
di Maddalena Messeri

Il referendum tra tweet e realtà

Al referendum per il taglio dei parlamentari ha vinto il Sì: i sondaggi lo dicevano da settimane e l'ha confermato poi il voto del 69,64% dei cittadini, ma se avessimo dovuto far fede ai social, il risultato sarebbe stato l'opposto. Come spiega Pietro Raffa, docente della B.S. del Sole 24 Ore, «in rete la mobilitazione per il No ha stravinto: il dibattito online ha registrato 623 mila uscite per #iovotono e solo 148 mila uscite per #iovotosi».
In effetti gli attivisti per il No, politicamente trasversali, hanno battagliato per settimane e questo è emerso anche dal voto: contrari al referendum soprattutto gli studenti tra i 18 e 34 anni (51,6%), e frequentatori dei social network, nello specifico Twitter 41,7%, Facebook 32,3% e Instagram 27,5% (dati N. Pagnoncelli). Per il Sì invece il voto più emotivo, frutto di un radicato malessere nei confronti della politica: quasi il 76% tra operai, casalinghe, impiegati e persone che si informano solo attraverso la TV. La verità è che i social sono una bolla: da una parte le piattaforme digitali, dall'altra la realtà. Una la rappresentazione sofisticata, l'altra la vita vera. E come per tutte le cose, sulla nicchia vince sempre il paese reale.

@maddai_


Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Settembre 2020, 21:56
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