Il caffè all'angolo, la pizza e i regali:  «Lui e la moglie persone squisite»

Il caffè all'angolo, la pizza e i regali: «Lui e la moglie persone squisite»

IL REPORTAGE
TREVISO Un mese fa, giorno più, giorno meno, il primo tam-tam tra residenti e commercianti di via Manin e zone limitrofe: «Il signor Gilberto sta male». Solo un chiacchiericcio, rimasto sempre discreto per non disturbare quella famiglia così famosa, ma mai ingombrante. Però tragicamente vero.
IL RICORDO
Gilberto e sua moglie, la signora Lalla, hanno saputo farsi voler bene. Andavano a fare la spesa nel fruttivendolo sotto casa, a prendere il caffè al bar all'angolo, a mangiare una pizza nella pizzeria a due passi dal portone, per spingersi fino da Alfredo, ristorante icona della tradizione trevigiana, per qualche pranzo. Sempre gentili, sempre ben voluti. Ieri il caso ha voluto che proprio da Alfredo ci fosse Massimo Iacopini, il capitano del primo storico scudetto targato Benetton. Era la Benetton sua, di Del Negro e Toni Kukoc, era l'inizio della stagione d'oro per i colori uniti. Iacopini, discreto come sempre, ha evitato di parlare in pubblico ma ha lasciato sulla sua pagina Facebook un ricordo ricco di affetto: «Arrivederci Signor Gilberto, mi mancherà la sua cortesia e gentilezza. Ha voluto dire tanto per me e la mia famiglia e mi rammarico per non averla mai ringraziata di persona. La ricorderò felice assieme a tutti noi. Siamo tutti molto tristi, ho appena sentito Vinny e Toni, sono rimasti impietriti. Non ce lo aspettavamo, ma è stato bello conoscerla e vivere bei momenti assieme». Anche questo ricordo rientra in una giornata particolare.
IL VIAGGIO
Attraversare i luoghi del signor Gilberto ha un effetto particolare, un concentrato di ricordi che si intrecciano tra famiglia e lavoro: l'ex Tribunale diventato la centrale operativa di Edizione, la società cuore dell'impero finanziario Benetton, una sua creatura; la casa di via Manin e poi la Ghirada dove tutto parla di lui. «Se vuoi capire cos'è e cosa è stato il signor Gilberto, devi venire qui», dice un dipendente di lunga data. La consegna data da Verde Sport è quella del silenzio: nei giorni del dolore, le parole inutili devono essere ridotte al minimo. Enrico Castorina, amministratore delegato, si lascia sfuggire solo: «È una giornata difficile». Poi torna al lavoro, come tutti, proprio come avrebbe voluto Gilberto. Il parcheggio è pieno, l'attività ferve nei campi dove si allena il Benetton Rugby e negli uffici. Il grande display all'ingresso rimanda in continuazione le foto di Gilberto in palestra, sui campi da gioco, sorridente e seduto assieme ai suoi ragazzi. E sul sito della Ghirada la sua frase: «L'impegno nello sport del nostro Gruppo è sempre stato dedicato principalmente all'aspetto sociale. I campioni e le vittorie passano, La Ghirada invece resterà per sempre».
«ALLA CITTÀ HA DATO TANTO»
Resterà per sempre anche il ricordo di chi lo vedeva passare o aveva occasione di incrociarlo. Alla pizzeria Zeus Lucio e Laura lo ricordano quasi con affetto: «L'ultima volta è venuto in primavera, con i nipotini. Ma la moglie è qui spesso: prende le pizze da asporto, sempre gentilissima. Quando tornano dalla montagna, la sera, dice sempre che le salviamo la cena. Sono belle persone, normali e non lo diresti mai se si pensa cosa rappresentano». Il Paradiso dei Bambini è il negozio dei regali: «Per i loro nipotini sono venuti qui spesso - racconta Stefano - Gilberto è sempre stato un persona gentile, garbata. Poi noi lo ricordiamo con particolare affetto: mia mamma ha lavorato con lui in gioventù. Se ne va una bella persona, un grande personaggio che per la città ha fatto tanto». Per la via le chiacchiere si inseguono tra un misto di incredulità e rassegnazione. Al fruttivendolo di via Avogari spiegano: «Da un mese circa si era diffusa la voce che stesse male, ma tre giorni fa si è iniziato a sentire che le sue condizioni erano peggiorate. Siamo addolorati: era una persona gentilissima, discreta. Noi lo vedevamo poco, invece la moglie viene qui spesso: una signora a modo, semplice, allegra. Una bella persona. Se non viene lei, viene la domestica legatissima alla famiglia. E negli ultimi giorni la vedevamo particolarmente tirata. È un lutto enorme, ci dispiace tantissimo».
Paolo Calia

Mercoledì 24 Ottobre 2018, 05:04
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