Porte d'Europa, installazione a Ventotene e dono a Mattarella a 80 anni dal Manifesto
di Giovanni Del Giaccio

Porte d'Europa, installazione a Ventotene e dono a Mattarella a 80 anni dal Manifesto

Sei porte, una per ciascuno dei Paesi che hanno fondato l'Unione europea, con la propria bandiera. Poi una settima, speciale, con i simboli degli attuali 27, da consegnare al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, direttamente al Quirinale. È il progetto Porte d'Europa, una installazione artistica in piazza Castello da oggi - venerdì 10 -  al 20 settembre - festa della patrona Santa Candida - in occasione degli 80 anni del Manifesto di Ventotene. A fine esposizione le porte saranno inabissate a Cala Nave e resteranno «a memoria perenne» nell'area marina protetta.
«L'opera, concepita come un'installazione temporanea, sarà posizionata nella porzione interna della baia di Cala Nave riservata alla balneazione - scrive l'architetto Sara Di Napoli, per conto di Ventotenemia - sarà fruibile ai visitatori senza creare impedimento alla navigazione marittima».
Per l'appuntamento al Quirinale, invece, dopo la storica visita del Presidente Mattarella sull'isola il 29 agosto, si attende la conferma dal cerimoniale. Lo stesso progetto - che rientra fra quelli legati agli 80 anni del Manifesto per un'Europa libera e unita di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni - è stato illustrato ai vertici della Presidenza della Repubblica.

 

MEDITERRANEO

Ma dall'arrivo di Mattarella in poi si susseguono le iniziative, coordinate da Renato Di Gregorio per conto del sindaco Gerardo Santomauro. C'è il Patto di amicizia tra Ventotene, Lampedusa e Creta (Comune di Rethymno), al quale si prepara ad aderire anche Itaca, per dar vita ad una Rete delle isole del Mediterraneo.
«Le nostre isole sono unite da difficoltà simili ma anche da grandi occasioni ed opportunità di sviluppo e crescita, insieme saremo più forti - hanno detto Santomauro e Totò Martello, primo cittadino di Lampedusa, sottoscrivendo il patto - Mettere insieme i Comuni delle isole italiane e greche significa avviare un percorso che ci permetterà, anche attraverso le opportunità dei progetti comunitari, di sviluppare una serie di azioni su diversi fronti: pensiamo ad esempio alle energie rinnovabili, alle risorse idriche, al turismo, alla tutela e valorizzazione dell'ambiente, al sistema di collegamenti e trasporti, ad iniziative culturali e per la tutela della memoria collettiva». E di fare, del Mediterraneo, un mare di pace. Ma non basta, perché si lavora anche a un'altra rete di città: quella che hanno avuto reclusi a Santo Stefano durante il periodo borbonico e quello fascista o confinati a Ventotene, sempre nel ventennio.
Giovanni Del Giaccio
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 Settembre 2021, 10:41
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