Simona Romanò
I cortei No green pass sono diventati incontrollabili, perché

Simona Romanò
I cortei No green pass sono diventati incontrollabili, perché gli attivisti non rispettano le prima regola d'ingaggio e cioè che il percorso va concordato. La polizia può fare solo una cosa, caricarli: ma capisco che il prefetto non intenda farlo». Così il sindaco Giuseppe Sala sull'andamento delle manifestazioni No pass, sempre più violente a Milano. Precisa poi che «non è il caso di ricorrere alla forza», ma così non si va avanti. «Quando è troppo è troppo», fa intendere «È veramente frustrante. Ne parlavo col prefetto, è difficile al momento trovare una soluzione. C'è solo una via, quella di isolarli, ma i manifestanti sono talmente tanti che si disperdono: si separano in varie parti e la polizia o ha disposizione tre o quattro volte gli uomini per fronteggiarli o non ce la fa». E la città è in ostaggio dei no vax per sei, sette interminabili ore. Com'è accaduto appunto sabato.
RABBIA MILANO Alla quattordicesima parata non autorizzata, che ha paralizzato Milano, dal centro a Loreto, dalle 17 alle 23, per il quattordicesimo weekend consecutivo, esplode l'esasperazione di tutti: dei milanesi inchiodati nel traffico o bloccati sui mezzi pubblici; dei commercianti, che hanno visto «un crollo degli incassi del 25% perché, al di là del merito e delle ragioni che possono avere i manifestanti, questi cortei stanno distruggendo il lavoro», dice Lino Stoppani, presidente di Epam, l'Associazione dei pubblici esercizi; e del Comune dove con una mozione bipartisan si apre il dibattito.
CRESCE L'ALLERTA Come si controlla una manifestazione senza leader e senza rotta, con gli attivisti che cambiano direzione decine di volte? Cresce l'allerta, perché sta lievitando la frangia più violenta dei No pass e i gruppi estremisti, politicamente opposti, si stanno saldando nelle parate che durano ore, durante le quali potrebbe accadere di tutto. Infatti, sabato, per la prima volta, erano presenti i neonazisti (i militanti varesini di Do.Ra) e l'ala anarchica, incluso l'ex Br Paolo Maurizio Ferrari. L'attenzione è alta per questo magma che sfila sotto il simbolo dei no vax, «sempre più difficile da gestire», ammettono dalla Questura, «unito dalla voglia di attaccare le istituzioni».
INDAGATI La conferma della crescente aggressività è il bilancio di sabato di un arresto e 83 denunce, che fa così salire il totale a oltre 300 persone sotto inchiesta per i disordini di piazza, nell'arco di due mesi. Intanto, resta in carcere il 22enne egiziano, con precedenti, arrestato appunto sabato per resistenza a pubblico ufficiale.
ISTITUZIONI A Palazzo Marino la protesta è bipartisan: «Basta blocchi della città». Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra sconfitto, appoggia la linea di Sala: «Non si può solo sperare che non ci siano più tensioni - dice - Bisogna dissiparle subito. Occorre definire una campagna d'informazione perché non è più rinviabile l'esigenza di far capire che il nemico è il Covid, non il vaccino».


Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Ottobre 2021, 05:01
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