Notre Dame, Duomo sorvegliato speciale

Ferruccio Gattuso
Nel vedere la Cattedrale di Notre Dame a Parigi avvolta dalle fiamme, con le sue linee gotiche slanciate verso il cielo in tragico parallelo con le lingue di fuoco, non sono stati pochi i milanesi colti dal pensiero: e se succedesse al nostro Duomo? La cattedrale tardo-gotica è in qualche modo sorella di quella parigina ed entrambe sono dedicate alla Madre di Cristo. C'è un uomo, a Milano, che all'angosciosa domanda prova un'inquietudine particolare, ma ha al contempo la fortuna di conoscere la risposta. È l'ingegner Francesco Canali della Veneranda Fabbrica del Duomo, responsabile delle opere che si svolgono nel cantiere. «Ho dapprima avuto angoscia perché la cattedrale mi sembrava paradossalmente minuscola nello skyline di Parigi. Il dramma era tutt'altro che piccolo, però». Sulla causa possibile dell'incendio, Canali non può offrire certezze ma ipotesi suffragate dalla sua esperienza professionale: «Il tetto di Notre Dame era celebre per essere una struttura in legno di quercia antica. La foresta di Notre Dame la chiamano, per i suoi 21 ettari di legno secco altamente infiammabile. A mio avviso l'innesco non può essere stato un mero cortocircuito scintilla-legno. Ipotizzo materiale di restauro e altri oggetti che abbiano costituito quello che chiamiamo un'entropia. La statistica purtroppo dice che, in occasione dei cantieri, le chiese vengono esposte a rischi maggiori, per quanto possa sembrare assurdo».
Duomo e Notre Dame sorelle simboliche ma non gemelle, spiega Canali: «Ogni cattedrale ha una sua specificità. Il Duomo ha poco legno, solo all'interno (coro e organo), e tutto sotto sistema di controllo. Il resto è pietra. Il pericolo per il Duomo è un altro: se pensate al tetto di Notre Dame, ecco quello della nostra cattedrale è tutto pietra e marmo: si pensi al peso immane. I problemi che dobbiamo gestire sono strutturali e statici».
Ma nulla è lasciato la caso: «Facciamo esercitazioni ogni anno, abbiamo un nostro team di pompieri che interagisce con i vigili del fuoco comunali, ci alleniamo a evacuare completamente la chiesa». Il Vaticano ha già offerto il proprio know-how per riportare in vita Notre Dame ma, spiega Canali, «questi edifici sono unici, ognuno ha i suoi segreti. Ci vorrà tempo per ricostruire, ma prima di tutto per capire quando le maestranze potranno entrare nell'edificio senza rischiare la vita».
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Mercoledì 17 Aprile 2019, 05:01
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