Non sarebbe stato il cocktail di farmaci a uccidere Laura Ziliani. Secondo gli esiti

Non sarebbe stato il cocktail di farmaci a uccidere Laura Ziliani. Secondo gli esiti del primo esame tossicologico, l'ex vigilessa di Temù è stata solo stordita dalle benzodiazepine datele dalle figlie. Per finirla, mentre era stesa esanime sul letto, sarebbe stata soffocata con un cuscino: il suo cadavere, trovato nel bosco l'8 agosto, non mostra segni di violenza. È l'ipotesi sempre più concreta su cui sta lavorando la procura di Brescia che venerdì ha disposto l'arresto per omicidio e occultazione di cadavere le due figlie di Laura, Paola e Silvia Zani, 27 e 19 anni, e Mirto Milani, 27 anni, una figura con molte ambiguità all'interno del trio diabolico.
C'è molta attesa tra gli inquirenti dell'interrogatorio di garanzia, fissato per domani. Ancora non si sa se il trio risponderà o no alle domande del gip. Le sorelle sono in cella insieme nel carcere femminile di Verziano, Mirto Milani è nel penitenziario dia Canton Mombello. Tutti e tre vengono descritti come «tranquilli».
Per la procura Laura Ziliani è stata uccisa in casa a Temù in via Ballardini e poi portata in luogo diverso da quello del ritrovamento. A complicare la posizione dei tre ci sono anche i movimenti del cellulare di Laura: la sua app ha contato 38 passi tra le 8 e le 8,20, quando secondo le figlie era già uscita di casa per la passeggiata, dimenticando il cellulare in cantina, dove il wifi non prende. Ma il contapassi non ha invece registrato movimenti fra le 6,30 e le 7, quando a loro direla mamma si era alzata e aveva fatto colazione proprio controllando il proprio smartphone.(G.Pos.)


Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Settembre 2021, 05:01
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