Marco Zorzo «Notti magiche, inseguendo un gol....». Ve la ricordate?

Marco Zorzo
«Notti magiche, inseguendo un gol....». Ve la ricordate?

Marco Zorzo
«Notti magiche, inseguendo un gol....». Ve la ricordate? Il tormentone dell'estate di 31 anni fa, by Bennato-Giannini: Un'estate italiana. Quella del 1990, proprio così. Con la speranza che l'epilogo stavolta sia differente: maledetti rigori, due Mondiali persi (uno però vinto, vero Lippi?). Come una notte da passare in centomila in uno stadio, una notte serena, che lo dice anche la radio, anzi, la manda in onda...
Citando il fu Lucio Dalla, eccoci a Euro 2020, che si gioca un anno dopo a causa della pandemia da Covid 19.
Roberto Mancini di quell'Italia di 31 anni anni fa faceva parte. Ora è il ct con la striscia vertiginosa di 27 risultati utili consecutivi: sulle orme di Vittorio Pozzo (due Mondiali e un oro olimpico a Berlino 1936 che equivaleva a un terzo titolo): il nostro commissario tecnico più vincente arrivò a 30 partite senza sconfitte. Il Mancio non solo lo può eguagliare, ma anche battere.
Calma e gesso, comunque. Questa Italia è nel lotto delle quattro favorite, anche se Francia, Belgio e Inghilterra sembrano uno scalino sopra, almeno sulla carta.
Prime tre gare all'Olimpico, con presenza di 16mila tifosi sugli spalti, 15 mesi dopo. Primo ostacolo la Turchia di Gunes: da prendere con le molle.
«Da questa notte l'emozione, sarà tanta. È l'inaugurazione, non ci si può non emozionare. Sarà una notte diversa dalle altre: spero di arrivare più avanti a non dormire, fino al 9-10 luglio». Lo dice, appunto Mancini, che sprona la sua Italia, e il riferimento all'11 luglio, data della finale di questi Europei a Wembley, è chiaro.
«La voglia di vivere questo Torneo da protagonisti è importante - aggiunge il Mancio - C'è un eccesso di entusiasmo? I tifosi possono averlo. Noi sappiamo che è importante, ma anche che lo è sapere cosa stiamo andando ad affrontare. Ma se facciamo quel che sappiamo fare, con tranquillità, possiamo farcela».
Sulla formazione il ct azzurro fa pretattica, spiegando che «non ho deciso nulla, ci possono essere situazioni indirizzate ma tutti i giocatori sono molto concentrati. Sanno che se anche non dovessero giocare dal primo minuto, dovrebbero fare la differenza a gara in corso». E sul pubblico che torna, anche se in forma ridotta, post-pandemia, il ct ammette: «Vista la situazione sarebbe stato più bello avere più gente. L'Olimpico pieno ci avrebbe dato una spinta in più ma da giocare con nessuno ad avere sedicimila spettatori è già un primo passo». Lo stadio che ha visto l'unico successo degli azzurri all'Europeo nel lontano 1968. Magari sarebbe ora del bis. Vero Mancini?
marco.zorzo@leggo.it
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Giugno 2021, 05:01
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