Marco Zorzo
Il blitz di Marassi del sabato pomeriggio è già nel dimenticatoio,

Marco Zorzo
Il blitz di Marassi del sabato pomeriggio è già nel dimenticatoio, con i tre punti in saccoccia, naturalmente. E una sola grande certezza: Romelu Lukaku forever. Lui è l'indiscusso re della Milano nerazzurra. La domenica di Antonio Conte alla Pinetina serve per far conti.
Sì, perché domani a Kiev (alle 18,55, arbitra il bulgaro Kabakov, una sorta di portafortuna, visto che con lui sia Roma che Atalanta hanno vinto in Europa) è già l'ora di un'altra sfida Champions, contro quel Shakhtar Donetsk che ha ridicolizzato (nel primo tempo) il Real Madrid a domicilio. Insomma, la strada per la Coppa dalle grandi orecchie è ancora in salita per l'ex ct.
Che avverte subito i naviganti interisti: «Scordiamoci il 5-0 nella semifinale secca di Europa League dello scorso agosto. Questa è tutta un'altra storia».
Altro Conte-pensiero: «In effetti c'è pure stanchezza, ma sappiamo che anche questa stagione sarà anomala». Appunto, anche perché Handanovic e compagni devono rimediare il 2-2 nell'esordio a San Siro con il Gladbach, la scorsa settimana (pari definitivo al 90', grazie al solito Lukaku).
Dicevamo della conta di Conte (scusate il gioco di parole...): tre sono ancora out a causa del Covid, ovvero Skriniar, Gagliardini e Radu (portiere di riserva). Da valutare Sanchchez e Sensi, con il condottiero nerazzurro che spera di recuperarli per la trasferta in Ucraina, che diventa (di fatto) determinante per il cammino in Champions di questa stagione. E poi c'è da gestire qualcuno pure nervosetto, è il caso di Lautaro Martinez, che non ha digerito la sostituzione con il Genoa, ma ce l'aveva pure con Bastoni, che lo ha ignorato, quando l'argentino si sarebbe presentato da solo davanti a Perin.
Capitolo Ranocchia. Dal Genoa a Genova. Chiamato ancora una volta in causa, come in ogni momento di difficoltà Andrea Ranocchia (lanciato, tra, l'atro, proprio da Conte ai tempi di Bari) ha risposto presente. E lo ha fatto proprio contro la squadra che lo stava per accogliere. Perché il difensore dell'Inter era virtualmente un giocatore del Grifone nell'ultima sessione di mercato, ma alla fine Marotta e Ausilio preferirono non privarsene.
E hanno avuto ragione, perché anche sabato Ranocchia ha fornito una prestazione di qualità e quantità. Altro che scarto.
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Ottobre 2020, 05:01
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