Il terreno preferito della ndrangheta è la crisi e gli strascichi economici

Il terreno preferito della ndrangheta è la crisi e gli strascichi economici dell'emergenza Covid rischiano di essere il più grande affare degli ultimi decenni. Aziende in difficoltà e attività senza liquidità sono le vittime prescelte dei mafiosi ma, come dimostra l'ultima inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano, a volte parte tutto da un capriccio. Protagonista è Alfonso Pio, 52enne nato Desio e figlio del boss 74enne Domenico Pio, arrestato a sua volta nella maxi indagine Infinito del 2010. Un giorno decide di mettere le mani sull'Hotel del Golfo di Finale Ligure e così, prima di diventare ufficialmente proprietario, inizia a comportarsi da padrone. Minacce, estorsioni, ricatti, violenze sono il sistema che utilizza assieme a tre complici per spezzare le resistenze dei soci dell'albergo.
«Non posso venire... tengo famiglia...», dice in un'intercettazione uno dei soci della società proprietaria dell'hotel nell'aprile 2018, quando avrebbe dovuto presentarsi a un'importante assemblea di gestione. Le minacce di Pio erano state abbastanza convincenti e anche all'assemblea successiva, del 12 giugno 2018, aveva dato forfait. Il livello di pressione era stato tale che l'uomo e sua moglie, anche lei nella società, il 28 agosto 2018 avevano consegnato gli «originali dei certificati azionari» a Omar Petrocca, 47enne di Torino finito in carcere assieme a Ezio Mauro Scirea, 60enne di Milano, e Francisc Kelemen, romeno di 46 anni. I documenti servivano agli ndranghetisti per prendere il controllo dell'albergo «senza dar seguito al contratto preliminare di vendita delle medesime quote già stipulato» con un altro socio.
In realtà Pio si muoveva già come il capo, come dimostra la suite riservata alla sua compagna Nelli Gubina, detta Stella, alla quale era stato consentito di soggiornare «gratuitamente in una suite a lei riservata, sia nella stagione estiva che in quella invernale nonostante l'hotel fosse chiuso al pubblico da ottobre ad aprile». Nell'ordinanza il gip Guido Salvini scrive che Pio ha sempre usato l'appartenenza alla ndrina per incutere timore: è nipote di Candeloro Pio, anch'egli entrato in Infinito e affiliato alla locale di Desio col ruolo di capo società.(S.Gar.)
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Luglio 2020, 05:01
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